La fabbrica degli ignoranti

a cura del prof. Pietro De Paolis

La ricostruzione del cervello del popolo

Ricostruire il cervello di un popolo non è semplice, ma è doveroso per un insegnante e possibile umanamente. Ripartiamo da Fedro e da Pier Paolo Pasolini.

Fedro era un antico scrittore latino; egli aveva riportato a Roma le favole del greco Esopo, adattandole ai suoi tempi, in particolare la favola o racconto del lupo e dell'agnello. La adatto ai nostri tempi.

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Un giorno un agnello aprì il rubinetto del suo lavello situato in cucina col desiderio di bere un bicchiere di acqua pulita.

Il manometro del Lupo si accorse del calo di pressione nell'acquedotto cittadino e subito rintracciò l'agnello nella sua abitazione e contemporaneamente, essendo anche a capo dell'esattoria nazionale e dell'ente di assistenza e previdenza nazionale, emanò una circolare per colpire tutti gli agnelli che stavano bevendo l'acqua del rubinetto della cucina, senza ricorrere al pagamento delle imposte dovute al Lupo, quale proprietario del vicino supermercato locale.

Il lupo mandò all'agnello una email, un tempo chiamata lettera o missiva di questo tenore:

"Come osi, piccolo agnello, intorbidire l'acqua della mia fonte?"

Rispose l'agnello con una email:

"Come posso io, piccolo agnello, intorbidire la tua fonte se sei tu stesso a darmi l'acqua inquinata dal rubinetto della mia cucina?"

A sua volta il Lupo rispose per email:

"Non sei tu quello stesso che tre anni fà ti sei rifiutato di pagare i contributi al mio ente di previdenza ed assistenza? Non sei tu quello stesso che si è rifiutato di pagare la cartella esattoriale alla mia esattoria nazionale?"

A sua volta l'agnello rispose con una email:

"Non è possibile, mio Lupo sovrano, in quanto tre anni fà non ero ancora sposato e non abitavo in questa piccola casa di periferia, della zona 167"

Il Lupo insistette con una nuova email certificata:

"Sarà stato allora tuo padre. Egli deve, e tu devi quale suo erede, 200 mila Euro al mio ente di previdenza; tuo padre deve e tu devi 50 mila euro di multe, ammende, bolli e imposte alla mia esattoria nazionale. Dammele entro 60 giorni, altrimenti provvederò a norma di legge!".

da notizie del dicembre 2013

Il Lupo, dopo 60 giorni, confiscò all'agnello tutti i suoi beni, l'auto con cui lavorava, la casa in cui viveva.

Il parroco fece le dovute esequie dell'agnello, nei successivi 60 giorni. Il carabiniere fece i dovuti accertamenti. Il becchino provvide alla sepoltura dell'agnello nel cimitero cittadino.

Questo racconto è rivolto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti.

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La storia cattiva maestra

Per comprendere la situazione economica attuale del popolo italiano occorre risalire alle decisioni prese dalle lobby italiche negli anni 60.

Il secondo dopo guerra dal 1945 al 1960 è costituito dagli anni della ricostruzione; gli aiuti americani vengono dati agli industriali e contadini piemontesi e lombardi, per distruggere ulteriormente quanto di positivo lo Stato italiano aveva saputo fare nel Sud dell'Italia cioè il Meridione. Il meridione, grazie alla guerra, era diventato ricco; la sua agricoltura era rimasta florida e il suo grano duro, a 20 lire al quintale ( equivalenti a 600 euro per 100 chilogrammi dei primi anni 2000, cioè sei euro al chilo nel 1945, mentre nei primi anni 2000 costa 20 centesimi al chilo, cioè va moltiplicato per 30 il valore attuale ) , unito a vino ed olio, latte e carne, teneva in scacco con la fame l'intero settentrione d'Italia. Nonostante questi gravi errori politici i primi anni 60 vedono l'Italia ai primi posti a livello internazionale, sia come agricoltura, sia come industria, sia come servizi, sia come sistema sociale del popolo, rimasto in equilibrio, senza gravi tensioni tra le varie classi sociali.

I riferimenti per il popolo erano: la Famiglia, la Chiesa, lo Stato, la Scuola. A quei tempi si potevano scrivere con le iniziali in maiuscolo, in quanto erano riferimenti etici che valevano per l'individuo, per il popolo, per i ricchi, per i poveri, per le varie lobby dell'epoca.

Il boom economico degli anni 60 viene gestito in modo errato dallo stato, dalla chiesa, dalla scuola, dai mezzi di comunicazione di massa, libri, giornali e televisioni.

La Famiglia

La Famiglia per noi italiani risale a quella dei Romani, dove il maschio era venerato e chiamato "pater familiae", cioè quello che crea la famiglia, garantisce lavoro ed educazione ai propri figli e ai propri nipoti. Fino agli anni 60 la donna lavora e collabora attivamente nella Famiglia, sia con l'educazione dei figli sia con il lavoro nei campi o nell'industria di famiglia, sia con la conduzione della casa cioè produzione di cibo, pulizia dei panni e della casa, cucina per tutti. Ospite indesiderato arriva la televisione e la TV di Stato; la televisione irrompe nella famiglia disorganizzandola e distruggendola. Lo stato, come vedremo ora, è corrotto; la chiesa altrettanto; miti e totem deleteri distruggono il "pater familiae", ridotto a "matusa", cioè vecchio ebete e stolto. Idem per la "mater familiae", cioè la vecchia donna, genitrice di dieci e passa figli, educatrice e sostenitrice materiale e morale; la "mater familiae" viene presa in giro da figli e nipoti, compatita nel suo non saper vincere le battaglie sociali degli anni 60.

A partire dagli anni 60 la Famiglia cessa di essere un riferimento economico e sociale, per cui nei primi anni duemila assistiamo alla mancanza per i giovani di un sicuro sostentamento materiale e sociale da parte della propria famiglia. Padri e madri non sono più in grado di assicurare un futuro economico e sociale ai propri figli. Sono essi stessi che pagano i propri errori di figli nei confronti dei propri genitori negli anni 60.

La Chiesa

La Chiesa collabora con gli americani nella ricostruzione dal 1945 fino agli anni 60; essa è un riferimento per ricchi e poveri; è la guida di uomini politici di stampo ottocentesco, tipo Luigi Einaudi, economista e Presidente della Repubblica dal 1948 al 1955 e Aldo Moro, più volte Presidente del Consiglio dei ministri negli anni 60 e 70.

Pietro De Paolis ( Galatone 1966 )

Negli anni 60 noi giovani rappresentavamo il futuro della Chiesa; preti e frati ci avevano salvati dalla morte fisica a cui il comunismo italiano ci aveva condannati, riducendo il meridione alla fame; parlo di fame fisica, cioè mancanza del cibo necessario per vivere. Si diceva: "i comunisti mangiano i bambini"; era maledettamente vero. Oggi, nel duemila è peggio: "i comunisti si mangiano i bambini e gli anziani", cioè si mangiano mariti, mogli e figli del popolo bue.

Negli anni 60 la Chiesa non riesce più a gestire le trasformazioni sociali; il popolo diventa ricco, cioè grazie alle industrie che producono ed esportano, grazie alla florida agricoltura, il popolo si arricchisce e le differenze sociali tra ricchi e poveri si assottigliano. I giovani si allontanano dalle chiese, preferiscono cantanti, discoteche, sale cinematografiche, libri, giornali, TV di stato. La messa è ancora in lingua latina, incomprensibile alla massa dei fedeli. Il Concilio Vaticano II riunisce tutti i vescovi del mondo a Roma, negli anni dal 1962 al 1965. Alcuni paragonano il Concilio Vaticano II al Concilio di Trento del 1545 - 1563; cosa assolutamente falsa; il concilio di Trento divenne la guida valida per la Chiesa, interpretò le sacre scritture in modo adeguato ai tempi, assicurando il futuro della Chiesa, come riferimento economico e sociale dei popoli. Il Concilio Vaticano II invece no!

Le scelte del Vaticano II si dimostrano deleterie per l'Italia. I preti del tempo scacciano dalle loro fila i giovani preti di destra, cioè quei giovani educati dagli ex gerarchi fascisti, travestitisi da preti e frati; preferiscono i giovani preti comunisti; la bandiera di Cristo Risorto da bianca diventa rossa; la chiesa adegua il vangelo al libretto di Mao, nell'inutile tentativo di richiamare i giovani del tempo; non vi riesce, in quanto il vangelo è scritto in latino, e scacciare i latinisti dalla chiesa non genera futuro, ma genera morte, fisica e spirituale, per la chiesa e per il popolo.

Il Vangelo contiene le regole per il matrimonio e il pagamento delle tasse; regole che vanno adattate ai tempi nostri. Gli apostoli erano esattori delle tasse; il vangelo rappresenta un equilibrio tra tasse da dare allo stato locale e tasse da dare alla globalizzazione della chiesa, cioè alla chiesa universale; storica resta la similitudine o parabola del fico seccato o infruttuoso ( "Sequenza del fiore di carta" di Pier Paolo Pasolini ). La raccolta dei frutti, cioè delle tasse, non va fatta in modo eccessivo, anche se si ha fame di tasse, altrimenti l'albero di fico secca e non porta più frutti. La chiesa continua a percepire numerose tasse dallo stato italiano, tasse che gravano sul popolo, oltre all'otto per mille dell'intera IRPEF annuale. La banca della chiesa stampa moneta in euro, producendo ulteriori aggravi al popolo italiano.

Per cui se un imprenditore chiude, se i poveri aumentano, molti giovani e vecchi non trovano lavoro e non hanno da sfamare i propri padri e i propri figli, la chiesa è pienamente responsabile di simili morti fisiche, cioè il comunismo della chiesa, detto cattocomunismo, genera morte fisica per bambini, giovani, adulti e anziani. Un primo segno di cambiamento della chiesa ed di adeguamento ai tempi sarebbe la rinuncia al diritto di Stato Vaticano, la rinuncia alle sovvenzioni statali italiane, la rinuncia a tutti gli immobili di proprietà della chiesa in territorio italiano, al dovere di pagare le tasse dovute sugli tutti gli immobili ritenuti necessari per la sopravvivenza della chiesa, al pari degli altri cittadini italiani.

Famiglia e matrimonio nella chiesa. Anche qui la chiesa ha compiuto e compie gravi errori. Un tempo la vita media era di 30 anni; ai tempi del vangelo aveva senso la indissolubilità del matrimonio, cioè era umanamente possibile ad un maschio e ad una donna convivere nello stesso tetto per circa 15 anni, fino a portare i figli alla maturità o maggiore età, che oggi si acquisisce a 18 anni di età. La vita media oggi si aggira sui 70 anni; alcuni, e sono molti, arrivano anche ai 90 anni. Obbligare i coniugi, che si sposano sui 30 anni di età, a convivere per 60 anni è assurdo, ridicolo, fatale per uno o entrambi i coniugi. A questo si aggiunge l'obbligo per il coniuge che lavora di mantenere a vita il coniuge furbo che non lavora e pretende di essere mantenuto da quello che lavora. La chiesa non può dire di non sapere o di non essere responsabile di liti matrimoniali, uxoricidi, povertà fisica, accattonaggio a cui sono costretti i poveri coniugi. Il prete sposa i coniugi ma non è un notaio. Il matrimonio va fatto dal notaio; per cui o la chiesa obbliga i preti a studiare da notaio, o smette di obbligare i coniugi lavoratori a mantenere a vita i coniugi parassiti.

La Chiesa non va scritta più con la maiuscola, ma con la minuscola chiesa; cioè ha perso l'adeguamento ai tempi. Essa continua a fare anche danni ulteriori allo Stato, in quanto il cattocomunismo continua a indottrinare buona parte degli uomini politici attuali, con gravi danni sul sistema economico e sociale dello Stato, come vedremo ora.

La Scuola

La scuola italiana fino agli anni 60 era una scuola libera ed utile allo Stato e al popolo; vi era una scuola privata che formava i futuri dirigenti politici e una scuola statale che formava i cittadini lavoratori con la scuola detta di Avviamento e il liceo classico statale che formava i futuri professionisti di alto livello; le due scuole erano in utile concorrenza tra di loro; l'Università funzionava in quanto vi si iscrivevano solo gli studenti che avevano le basi adeguate ricevute nella scuola superiore; le tasse universitarie erano poche; i docenti della scuola primaria, della scuola secondaria, della Università erano persone di alto livello sociale e venivano pagati adeguatamente. Nella scuola media ed elementare veniva impartita una educazione differente per maschi e donne; i professori maschi educavano gli alunni maschi ad affrontare le sfide del maschio; le professoresse donne educavano le alunne femmine al ruolo di unione sociale della famiglia e della società, svolto da millenni da parte delle donne.

La legge statale deleteria che pone fine alla scuola di eccellenza italiana è la legge 1859 del 31 dicembre 1962. Viene introdotta la scuola media uguale per tutti, maschi e donne insieme, stupidi e intelligenti insieme; privilegi per gli stupidi e pene corporali e spirituali per gli intelligenti. I professori vengono scelti tra adulti stupidi senza licenza media, senza diploma, senza laurea. Per 40 anni, dal 1962 al 2002, tali assunzioni di massa impediranno ai giovani laureati di entrare a far parte della classe docente, provocando un invecchiamento della classe docente stessa, sempre meno pagata fino al blocco dei contratti nel 2007 e successiva destinazione all'accattonaggio di stato dei nuovi assunti con il contratto del 2009.

I libri di testo educano alla "decrescita felice" del popolo; cioè riducono le parti destinate allo sviluppo tecnico delle industrie, aumentano le parti destinate alla ecologia, cioè alla progressiva chiusura delle industrie; privilegiano la tutela degli animali, dei dementi, dei parassiti sociali che non lavorano. Il comunismo domina le menti; il lavoro viene deriso per gli italiani e favorito per gli stranieri.

Scuola ed Università smettono di essere elementi formativi dei lavoratori italiani; va quindi scritto scuola in minuscolo ed università in minuscolo. Ovvio che i politici e amministratori, educati da simili libri di testo e da simili docenti di stato, prendano decisioni deleterie quando si riuniscono in parlamento a legiferare.

Pietro De Paolis ( docente virtuale 2004 )

Il rimedio a simile degrado è semplice; chiudere tutte le scuole e tutte le università di stato; fornire un telefonino o smartphone a tutti i cittadini, i quali ormai lo possiedono già tutti; istituire la scuola virtuale a distanza, a pagamento per tutti, in libera concorrenza tra scuola privata e scuola statale. Il bambino con il suo telefonino si collega ogni giorno da casa alla sua scuola liberamente scelta, acquisisce crediti e nozioni certificate dai server di Internet man mano che cresce. Questi crediti formativi di ciascun studente, nel suo percorso formativo dalla primaria all'università, è disponibile in rete alle industrie e allo Stato, che possono assumere personale qualificato in base alle varie richieste di mercato globale.

Lo Stato

Per quanto riguarda la situazione attuale dello stato italiano possiamo dire che non esistono sulla scena politica politici in grado di riformare adeguatamente lo stato. Le soluzione le ho già indicate nelle pagine:

Riforme possibili

 

Sistema delle entrate

 

Gestione statale

 

 

La fabbrica degli ignoranti

 

prof. Pietro De Paolis

2013 Pagina inferiore


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