Il sistema dei centri di costo

Abbiamo visto come le spese generali incidono notevolmente nel calcolo dei costi di una azienda; ora sorge il problema di come imputare queste spese generali al singolo prodotto, in un modo che sia equo. Non è equo, per esempio, un sistema che addebita le spese generali mediante una proporzionalità diretta con le materie prime impiegate, in quanto si baserebbe sulla ipotesi errata che ad aumento del costo delle materie prime vi sia un conseguente aumento nella stessa percentuale di ciascuna delle singole voci che costituiscono le spese generali. Infatti nella ipotesi di un notevole aumento dei costi delle materie prime, potremmo anche supporre che vi sia un conseguente aumento delle spese di energia e per i materiali di consumo, mentre è da escludere che vi sia un conseguente aumento dei costi della manodopera, degli impiegati, delle tasse, ecc.

Né tantomeno risulta molto valido il procedimento che imputa le spese generali in proporzione ai costi della manodopera diretta.

Un sistema più equo per la distribuzione dei costi delle spese generali è quello detto dei centri di costo, che ora vediamo. 

I centri di costo sono le unità organizzative aziendali alle quali vengono attribuite le spese generali, in attesa della loro imputazione alle singole produzioni che le hanno determinate. Il centro di costo può essere reale se effettivamente esiste un reparto o un ufficio a cui imputare i costi, oppure fittizio o di comodo, se il centro di costo è stato creato solo per questioni di calcolo, come una singola macchina, o un fabbricato, o un gruppo di dipendenti.

Classificazione dei centri di costo

I centri di costo li possiamo distinguere in base alla loro funzione in quattro tipi:

1 - Centri produttivi: sono i centri di costo che coincidono con le unità aziendali che trasformano le materie prime in prodotti finiti. In una azienda che opera nel campo dell'abbigliamento sono centri di costo produttivi i reparti taglio, cucitura, rifinitura, stireria, confezionamento.

2 - Centri ausiliari: sono i centri di costo che forniscono servizi che servono ai vari centri produttivi, tipo la centrale elettrica, la centrale di produzione del calore, anche se non intervengono direttamente nel processo di produzione.

3 - Centri comuni, sono quei centri di costo che forniscono prestazioni ai vari centri produttivi ma sono di difficile misurazione, come l'ufficio collaudi, l'officina di manutenzione, i trasporti interni, ecc.

4 - Centri funzionali: sono quei centri di costo in base ottenuti in base alle funzioni aziendali come il servizio personale, il servizio marketing, l'ufficio ragioneria, ecc. 

La determinazione dei costi in base ai centri di costo da un lato ci consente di calcolare i costi con accuratezza e attendibilità, e dall'altro consente di attuare il controllo dei costi di funzionamento dei singoli centri operativi.

Fasi del sistema dei centri di costo

1 - Esame del ciclo produttivo e suddivisione dell'azienda in centri o reparti, in base alla classificazione dei centri di costo che abbiamo visto sopra.

2 - Analisi delle singole voci di costo; nel fare questa analisi troviamo dei costi che sono direttamente attribuibili ai reparti come il costo della manodopera diretta, di ammortamento delle macchine utilizzate, ecc, mentre altri costi, che non sono direttamente attribuibili ai reparti li attribuiamo ad un reparto fittizio, detto reparto indiretto,, a cui imputiamo per esempio i costi delle spese generali, che non sono direttamente attribuibili ai singoli reparti.

3 - Imputazione dei costi ai vari centri di costo tenendo conto della relazione diretta tra costo e reparto che lo ha generato. Per i costi che non sono direttamente attribuibili ad un singolo reparto, si fa uso del reparto indiretto. Riguardo al reparto indiretto, una volta calcolati tutti i costi ad esso riferibili occorre trovare un modo per imputarli ai singli reparti reali in cui è divisa l'azienda. Un modo abbastanza equo è quello di calcolare le ore totali in un anno di tutti i reparti; poi calcolare la quota in percentuale di ciascun reparto; infine dividere l'intero costo del reparto indiretto, in base a queste quote percentuali.

Esempio

Supponiamo che la somma totale di tutte le spese generali che non siamo stati in grado di attribuire ai tre reparti reali di lavorazione, e cioè reparto A, reparto B, reparto C, ammontino a 400.000 € l'anno. Mentre le ore di lavorazione annuali dei reparti reali siano:

Reparto ore annue % sul totale
A 18.000 10%
B 54.000 30%
C 108.000 60%
Totale 180.000 100%

la imputazione dei costi del reparto indiretto ai singoli reparti sarà:

Reparto % di 400.000 €  totale
A 10% 40.000 €
B 30% 120.000 €
C 60% 240.000 € 
Totale 100% 400.000 €

Possiamo, ora, ottenere il costo orario che tiene conto della imputazione del reparto indiretto sui singoli reparti, dividendo la quota del singolo reparto per il numero di ore di lavorazione di ogni reparto; otteniamo quindi:

Reparto quota del reparto indiretto

a

 ore di lavoro

 

b

costo orario equivalente delle spese generali

c= a/b

A 40.000 € 18.000 2,22 €
B 120.000 € 54.000 2,22 €
C 240.000 € 108.000 2,22 €
Totale 400.000 €  180.000 2,22 €

Questi 2,22 € rappresentano il costo orario da inserire nella scheda di costo per tenere conto della incidenza delle spese del reparto indiretto sul singolo prodotto.

Osservazioni

Il sistema dei centri di costo è più equo sia del sistema che imputa le spese generali in proporzione alle materie prime e sia di quello che imputa le spese generali in base alle ore di manodopera diretta; ciò in quanto una buona parte delle spese generali le abbiamo addebitate ai singoli reparti in cui si sono formate e solo una piccola parte dei costi delle spese generali viene attribuita al reparto indiretto.

Il sistema dei centri di costo pur essendo equo, in quanto attribuisce ad ogni singolo reparto i costi direttamente ad esso imputabili; pur essendo analitico, in quanto analizza direttamente i singoli costi di ogni reparto; tuttavia non è operativo, in quanto non differenzia tra costi fissi e costi variabili, in modo da poter determinare il punto di pareggio, e poter, quindi, fare delle scelte strategiche o tattiche.

 

Lezioni di sistemi organizzativi aziendali

 

Prof. Pietro De Paolis

 

Economia generale