Il Dirigente o manager

La direzione ha il compito di gestire l'azienda mediante un insieme di decisioni; l'attività del direttore è rappresentata dal potere che egli esercita sui propri subordinati al fine di ottenere la esecuzione dei programmi aziendali, definiti nella fase di programmazione.

L'attività del dirigente si esplica nell'impartire delle specifiche linee di comportamento, e , quindi, nell'esercizio della attività di comando, che può avvenire in forma scritta o verbale, cioè a voce.

I mezzi di cui dispone il dirigente sono:

1 - Il suggerimento, cioè una indicazione di massima relativa ad un certo tipo di lavoro, senza obbligo per il destinatario di eseguirlo;

2 - la richiesta specifica, cioè l'invito a a portare a termine un compito con indicazioni precise e dettagliate:

3 - la direttiva, cioè una norma di carattere generale avente lo scopo di attivare azioni e procedure; la direttiva va poi fatta propria dal lavoratore e tradotta in comportamenti adeguati;

4 - l'ordine, cioè una disposizione tassativa a cui il lavoratore deve attenersi, senza alcun margine di discussione;

5 - la procedura, cioè le modalità per lo svolgimento di un certo compito;

6 - il mansionario, che abbiamo già visto, cioè il manuale in cui sono indicati i compiti di ciascuno. 

Il comportamento del dirigente non deve essere rigido in quanto si deve garantire un certo collegamento dall'alto verso i basso e dal basso verso l'alto, in modo da favorire la comunicazione e il coordinamento fra i vari organi.

Lo stile di direzione

Il buon funzionamento del sistema aziendale è garantito dal modo di comportarsi dei vari dirigenti e dall'apprezzamento che hanno i dipendenti dei propri superiori. Un comportamento troppo autoritario di un direttore produce effetti diversi dal un comportamento di tipo aperto e partecipativo.

Lo stile direzionale indica il comportamento che tiene un direttore nell'esercitare la propria azione direzionale. Lo stile dipende sia dal carattere e dalla personalità propria della persona che dirige; sia dal modo con cui egli instaura i rapporti personali con i propri subordinati; sia dal modo di porsi nella struttura organizzativa, dal suo modo di impartire ordini o suggerimenti; sia dal clima organizzativo esistente in azienda.

Lo stile di direzione può avere una maggiore o minore efficacia direttiva, a seconda che sia appropriato o meno alla struttura e clima aziendale in cui si opera.

Distinguiamo, quindi, due tipi fondamentali di stile direzionale:

1 - lo stile autoritario, cioè quello caratterizzato dall'uso esclusivo della autorità del dirigente per impartire ordini e costringere direttamente all'esecuzione delle singole azioni. Lo stile autoritario può essere sia autarchico, in quanto concentra il potere in una sola persona, e sia paternalistico, quando si costringe il dipendente ad accettare gli ordini come fatto di gratitudine e di sottomissione;

2 - lo stile partecipativo, cioè quello nel quale anche i dipendenti collaborano nella fase di scelta e di decisione; questo stile è attuato dal dirigente sia con consultazioni personali dei dipendenti sia con riunioni di gruppo.

Ovviamente nelle aziende gli stili usati sono misti tra i due stili, e lo stesso dirigente può usare stili diversi in base a situazioni aziendali diverse.

Lo stile di direzione condiziona fortemente i rapporti interni ed esterni della struttura organizzativa, e crea un clima aziendale che si percepisce sia dall'esterno che dall'interno.

Lo stile autoritario crea rapporti tesi sia tra i gruppi all'interno dell'azienda e sia nei rapporti con i clienti; mentre lo stile partecipativo garantisce un più sereno ambiente di lavoro e una migliore soddisfazione del cliente.

 

Lezioni di sistemi organizzativi aziendali

 

Prof. Pietro De Paolis

 

Economia generale