Il lavoro

Il lavoro indica una qualsiasi attività dell'uomo in grado di produrre un certo utile per se stesso o per altri uomini. Il lavoro costituisce un bene economico in quanto esiste l'equivalente in denaro di ogni lavoro effettuato. Il lavoro soddisfa un bisogno di se stessi o di un'altra persona.

Lavoro autonomo

Il lavoro si dice autonomo quando viene svolto personalmente dal lavoratore, non vi è obbligo di essere comandato da nessun'altra persona, cioè non vi è vincolo di subordinazione nei confronti di colui che paga il lavoro, cioè il committente del lavoro. In pratica il lavoro autonomo è il contrario di lavoro dipendente.

Nel lavoro autonomo si è liberi di scegliere i tempi e i mezzi del lavoro. Si è unicamente obbligati dal vincolo del risultato richiesto dal committente in cambio del corrispettivo in denaro.

Il lavoratore autonomo è sottoposto alle normative di legge, di cui è responsabile in proprio; è sottoposto alle norme tributarie; assume in proprio il rischio di impresa, cioè può rimettere del denaro e del lavoro qualora non raggiunga il risultato voluto dal committente.

Il lavoratore autonomo può avvalersi di dipendenti.

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Un ingegnere, con proprio studio personale, svolge un lavoro autonomo.

Lavoro dipendente

Il lavoro si dice subordinato quando viene svolto alle dipendenze di un'altra persona, detta imprenditore e si ottiene in cambio del denaro, cioè una retribuzione.

Lavoro dipendente o lavoro subordinato sono la stessa cosa, cioè sono sinonimi e li possiamo usare l'uno al posto dell'altro.

Nel lavoro dipendente la persona che compie il lavoro riceve gli ordini dal datore di lavoro.

Il datore di lavoro fissa i tempi in cui il dipendente deve lavorare, fornisce i mezzi, cioè macchinari, materie prime, luogo di lavoro, ecc.

Il datore di lavoro fissa il metodo di lavoro.

Il valore dello corrispettivo in denaro, chiamato stipendio, viene fissato dai contratti.

Il lavoratore dipendente non è sottoposto ad ulteriori norme di legge, non è sottoposto a particolari norme tributarie, non si assume il rischio di impresa, cioè guadagna sempre.

 

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Un calciatore svolge un lavoro subordinato, alle dipendenze di una società.

Il rapporto di lavoro.

Il rapporto di lavoro si costituisce nel momento in cui un imprenditore decide di avvalersi della prestazione lavorativa di un'altra persona, cioè il dipendente, dando in cambio al dipendente stesso una somma in denaro o in natura, detta retribuzione.

Per la costituzione del rapporto non occorre la forma scritta ma è necessaria la volontà contemporanea delle due parti, cioè il datore di lavoro o imprenditore da una parte e il lavoratore dipendente o subordinato dall'altra.

Tuttavia, la forma scritta del contratto di lavoro è richiesta nei seguenti casi:

1) - quando si vuole stabilire un periodo di prova, cioè un periodo di esperimento dell'attività lavorativa, durante il quale le due parti possono cambiare idea, cioè recedere dal contratto;

2) - quando le parti vogliono stipulare un contratto per un periodo di tempo fissato in precedenza, cioè a tempo determinato; finito il tempo pattuito, il contratto si scioglie;

3) - quando le parti vogliono stipulare un contratto di formazione e lavoro, che ovviamente è un contratto a tempo determinato;

4) - quando le parti vogliono stabilire un contratto di lavoro a tempo parziale; cioè un tipo di contratto in cui il lavoratore lavora un ridotto numero di ore per ogni giornata lavorativa e quindi si tratta di tempo parziale orizzontale in quanto si riducono le ore di tutte le giornate lavorative; oppure il lavoratore lavora per un ridotto numero di giorni e quindi si tratta di tempo parziale verticale; in ambedue i casi la retribuzione è ridotta in proporzione;

5) - quando il datore di lavoro intende assumere un dirigente;

6) - quando il datore di lavoro assume un piazzista o un viaggiatore, in quanto occorre prefissare i limiti della zona affidata e i limiti dell'incarico ricevuto;

7) - quando il datore di lavoro vuole inserire nel contratto un patto con cui si garantisce che alla fine del contratto il dipendente non inizi a fare concorrenza allo stesso datore di lavoro, cioè il patto di non concorrenza

Lettera di assunzione

Sebbene la forma scritta non è necessaria per la stipula di un contratto di lavoro, tuttavia si consiglia di assumere un dipendente o di farsi assumere sempre sotto forma scritta; si evitano in tal modo contrasti e fraintendimenti fra le parti. La forma scritta con cui viene stipulato il contratto tra datore di lavoro e dipendente si chiama lettera di assunzione.

Nella lettera di assunzione occorre precisare:

- la identità delle due parti;

- la decorrenza del lavoro, cioè il giorno dal quale inizia il rapporto di lavoro;

- la durata del rapporto di lavoro, cioè se si tratta di lavoro a tempo determinato la data di fine del contratto o se non vi è termine si specifica che è a tempo indeterminato;

- la sede di lavoro, cioè il luogo preciso dove il lavoratore dovrà prestare la sua opera, con l'indicazione anche di variazioni della sede di lavoro, sia temporanee, cioè le trasferte o le missioni, sia definitive, cioè i trasferimenti;

 - l'orario di lavoro, cioè giorno e ora e minuti di inizio del lavoro e giorno e ora e minuti della fine della prestazione, per ogni giorno lavorativo, con previsione di turni particolari o di lavoro non previsto, detto lavoro straordinario; ferie, cioè giorni non lavorativi in aggiunta ai festivi retribuiti dal datore di lavoro;

- la qualifica, la categoria, le mansioni del lavoratore, con descrizione sommaria del lavoro da fare;

- il trattamento economico cioè il corrispettivo in denaro previsto dal contratto collettivo di lavoro, cioè, purtroppo, gli accordi tra sindacati dei lavoratori e sindacati dei datori di lavoro, che fissano un minimo di stipendio per ogni tipo di lavoro; ciò è dovuto al fatto che  comunemente si ritiene che il lavoratore, anche se maggiorenne, non capisca nulla di lavoro; né, tantomeno, capisca nulla l'imprenditore; i veri esperti del lavoro sono quelli che non hanno mai lavorato né lavoreranno mai.

- la durata del periodo di prova, se previsto;

- i termini del preavviso di recesso, cioè quanti giorni prima una parte deve avvisare l'altra qualora intenda annullare il contratto, cioè recedere dal contratto.

Collocamento o servizi per l'impiego

L'assunzione del lavoratore deve avvenire sotto il controllo del Centro per l'impiego.

Il lavoratore ha solo l'obbligo di iscriversi nelle liste di collocamento.

Il datore di lavoro deve rispettare i seguenti obblighi.

- Il datore di lavoro può procedere alla assunzione di un qualunque lavoratore, indipendentemente dal fatto che il lavoratore sia iscritto o meno alle liste di collocamento, mediante assunzione nominativa; occorre in tal caso una comunicazione scritta al Centro per l'impiego della avvenuta assunzione del lavoratore.

- Se il datore di lavoro occupa più di 10 dipendenti, assunti a partire dal 1° dicembre 1996, dovrà riservare il 12 % delle nuove assunzioni a particolari persone, dette riservatari. Sono riservatari:

1) - i lavoratori iscritti da più di due anni nella prima classe delle liste di collocamento; ricordiamo che la prima classe delle liste comprende i lavoratori disoccupati o in cerca di prima occupazione oppure occupati a tempo parziale con orario non superiore a 20 ore settimanali che vogliono cambiare occupazione; non sono riservatari coloro che sono stati iscritti in albi dei lavoratori autonomi o dei liberi professionisti, se non dopo tre anni dalla loro cancellazione dai rispettivi albi.

2) - i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità; ricordiamo che sono iscritti nelle liste di mobilità i lavoratori licenziati per riduzione del personale, quelli licenziati da imprese con meno di 15 dipendenti, quelli licenziati al termine della cassa integrazione straordinaria; ricordiamo che la Cassa integrazione guadagni è un dispositivo che riceve soldi mediante trattenute sullo stipendio del lavoratore e restitisce una integrazione di stipendio al lavoratore quando lo stesso subisce una riduzione delle ore di lavoro.

3) - particolari categorie di lavoratori stabilite con decreto del Ministero del Lavoro.

- Il datore di lavoro può assumere direttamente, senza dare comunicazione al Centro per l'impiego, i seguenti lavoratori:

1) - coniuge, parenti e affini, entro il terzo grado, del datore di lavoro.

2) - personale con funzioni direttive;

3) - lavoratori specializzati o di concetto assunti mediante pubblico concorso.

- Il datore di lavoro, che ha più di 14 dipendenti,  deve assumere un certo numero di disabili, in ossequio alla legge 12 marzo 1999, numero 68, articolo 3.

- Il datore di lavoro dovrà avvalersi di un esperto consulente del lavoro, viste le numerosi leggi e sanzioni esistenti.

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