Esami di Stato ( di maturità)

Anno scolastico 2015/2016

Quest'anno prosegue la commissione con metà membri interni, metà membri esterni ed un presidente di commissione esterno ogni due commissioni. Il numero di presidenti è costituito prevalentemente da docenti della scuola superiore e  molti docenti tecnico pratici partecipano siano commissari esterni e sia come presidenti di commissione.

Prosegue, così, per il nono anno  l'idea di questo piccolo manuale, anche perché  non viene più distribuito ai presidenti una copia del Bollettino Ufficiale, pubblicato dal Poligrafico dello Stato contenente la normativa degli Esami di Stato.

Penso che sia l'ultimo anno dei pubblicazione di questo manuale, in quanto mi hanno di nuovo cacciato, dal 1 settembre 2016, dalla scuola di stato, in quanto ho la ex veneranda età di 66 anni e sette mesi. Cioè sono troppo vecchio come docente. Ho però la fortuna o sfortuna di essere stato nominato come Presidente in un famoso Istituto Tecnico Industriale, cioè il Majorana di Brindisi. Poiché non esiste la libertà di stampa, terminati gli esami, mi limito a riportare una frase molto nota:

"Dal letame nascono i fior": Majorana.WEB

Lo scorso anno avevo chiesto, ma non ottenuto, che fosse consentito l'uso del PC o smartphone, collegato ad Internet, cioè di usare le tecnologie adeguate per valutare i nostri allievi. Quest'anno proverò a chiedere tre cose, cioè...

Al di fuori della pubblicità di stampo renziano, di cui il Majorana è un valido esempio scolastico, ho cominciato a toccare con mano, che la strada intrapresa dalla scuola digitale renziana, è una strada senza uscita. I punti critici sono:

1) aver scartato il sistema Android, cioè quello che usano il 90% delle famiglie, che è un sistema operativo libero da diritti, a favore di un altro sistema operativo a pagamento, di cui non faccio il nome. Questa strada è senza uscita; le famiglie lo sanno bene, i nostri ragazzi pure; i consiglieri del ministro, come nella vecchia scuola, hanno il prosciutto davanti agli occhi e non vedono che, scartare il sistema operativo Android, quello di Google e Samsung,  è una strada senza uscita.

2) avere scartato Internet, considerandola una Cenerentola, adatta a lavare i piatti, ma non ad essere la regina della scuola. Infatti, anche quest'anno dovrò io stesso proibire e vigilare che non si usi Internet durante gli esami. Ho già intuito che in questa scuola pilota il "coding" non ha preso piede. Il "coding", cioè la tecnica di fare usare il proprio sito Internet ai ragazzi, imparando le tecniche basilari di costruzione e gestione di un sito, è una chimera. Che la strada sia senza uscita la si vede già dal fatto di avere usato una parola inglese: "coding", invece della parola italiana: "programmazione", cioè scrivere un programma adatto ad internet in base alle nuove tecnologie disponibili in rete. I docenti del triennio usano ancora come adozioni i libri di testo su carta, mentre la pubblicità renziana parla in inglese, cioè parla di "book in progress". Ovviamente buona parte dei docenti non è in grado di produrre una pubblicazione su un proprio sito web, cioè non è in grado né di usare la programmazione di uno smartphone né tanto meno di insegnarlo ai nostri figli.

3) La classe rovesciata, detta in inglese "flipped classroom". E' una tecnica di insegnamento che risale a molti secoli fa, cioè il fatto di far svolgere in classe ai ragazzi più bravi una lezione su di un argomento scelto dal docente. Con l'uso di internet la tecnica della classe rovesciata diventa uno strumento potente, in quanto l'alunno fa ricerche su internet, impiega circa dieci ore per preparare una lezione; e poi la svolge in classe al posto del docente. Tutto bene?

Il punto critico sta che queste 10 ore l'alunno le perde e non vengono conteggiate come ore di presenza a scuola. Un miglioramento legislativo sarebbe quello di sottrarre queste dieci ore alle 32 o 30 ore settimanali di frequenza del singolo alunno. Il tal modo si perderebbero alcune cattedre di insegnamento, nell'organico di diritto e di fatto, in quanto le classi avrebbero meno alunni presenti, e quindi si possono formare classi virtuali di 50 alunni, i quali però non sono mai presenti tutti e 50 contemporaneamente a scuola.

Ecco queste tre cose chiederò, anche se dovremo aspettare almeno cento anni, prima che la scuola italiana dia una formazione adeguata ai nostri figli e nipoti.

 

prof. Pietro De Paolis


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