ATENE

 

 

Il territorio

La Grecia antica

 Atene è il capoluogo dll'Attica. La penisola dell'Attica, con i suoi colli ridenti, gli aspri monti, le brevi verdi pianure, le coste frastagliate, si protende nel mar Egeo verso le Cicladi. Difesa a nord da stetti passi che chiudono la via agli invasori, l'Attica, sembra un ponte lanciato nel mare verso i paesi della sponda opposta. Il suo sviluppo fu dunque favorito dalla vicinanza del mare e dai traffici marittimi, agevolati dalla costruzione del porto del Pireneo.

 

La società

Dopo un'iniziale monarchia, fra l'ottavo e il settimo secolo, il potere politico ad Atene passò agli aristocratici. Nove arconti, scelti annualmente tra la nobiltà, si dividevano i vari compiti del governo. Altre istituzioni erano il consiglio degli anziani (areopago) che nominava gli arconti, e l'ecclesia, assemblea dei cittadini senza potere decisionale. 

Il governo politico, escludeva dalla vita politica la grande maggioranza degli Ateniesi. Al malcontento che ne derivò, il governo della città, rispose in un primo momento con la concessione delle leggi scritte, realizzate dall'arconte Dracone (621 a.C.).

L'acropoli di Atene

Divenuto arconte Solone (594 a.C.), furono presi provvedimenti nuovi a favore delle classi popolari. Solone trasformò l'antica repubblica aristocratica in una repubblica timocratica. Vennero cancellati i debiti dei più poveri, fu abolita la schiavitù per debiti e istituito un tribunale popolare, chiamato elièa.

Successivamente, Pisisrtato, (561-507 a.C.) venne scelto come tiranno della città, per sedare le lotte tra le fazioni rivali. Pur essendo un aristocratico, egli limitò notevolmente il potere dei nobili, favorì lo sviluppo urbanistico ed economico della città. A lui succedono i figli Ippia e Ipparco, che però vennero abbattuti dalla congiura di Armondio e Aristogitone del partito aristocratico.

Dopo due anni di guerra civile, Clistene promuove una seri di riforme a vantaggio dei ceti popolari e modifica profondamente la costituzione introducendo in Atene la democrazia. Gli abitanti furono divisi in dieci tribù, in base alla residenza. In ogni tribù i ceti popolari erano in maggioranza. Furono dati all'ecclesia ampi poteri. Fu istituito un consiglio, la bulè, i cui componenti, erano sorteggiati in ciascuna tribù. Con una votazione dell'ecclesia (ostracismo) si poteva esiliare chiunque rappresentasse un pericolo per la città.

 

Pericle

La democrazia ateniese realizzò la partecipazione popolare alla vita politica, ma ne escluse un gran numero di individui: le donne, gli stranieri (meteci), gli schiavi. Sul lavoro degli schiavi , si fondava gran parte della prosperità ateniese.

Il partito aristocratico che osteggiò le riforme di Clistene, confidò sulla coalizione antiatenese guidata da Sparta. Ne seguì la guerra dalla quale, Atene esce vincitrice nel 506 a.C.  Così, fu fondata a Calcide la prima colonia ateniese, una colonia, secondo Erodoto, di 4000 contadini e soldati. Questa colonia, aveva il duplice scopo di: assegnare terre da coltivare ai cittadini più poveri, presidiare le posizioni strategicamente importanti.

 

Alessandra Madaro

 

Corso di storia

 

 

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