Platone, Aristotele, Socrate
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Platone?
Chi era costui?
Fino al Rinascimento, cioè il periodo italiano che si riferisce al 1400 e al 1500, i filosofi greci erano degli sconosciuti. Poi nel 1492 avvene l'evento detto della scoperta dell'America. In Spagna predominava la chiesta Cattolica e dettava legge l'ordine dei domenicani. I domenicani avevano le loro scuole dove educavano i figli degli aristocratici di allora, cioè coloro che una volta diventati giovani, verso i circa 20 anni, dovevano e potevano governare sia in Spagna, sia in Portogallo, sia nelle colonie spagnole. L'Italia era allora una colonia spagnola, francese, tedesca, egiziana, turca. Non esistevano ancora i gesuiti. Ignazio da Loyola, spagnolo, fonda e ottiene il riconoscimento del suo ordine, detto dei gesuiti, per volere del papa con la bolla del 27 settembre 1540 dal titolo: Il governo militare del papa. Le guerre di allora avvenivano in questo modo, come nelle conquiste dell'America. Si mandavano avanti i fanti, cioè i vari monaci e preti degli ordini religiosi, armati solo armi leggere. Essi si informavano della situazione dei luoghi da conquistare, facevano patti con i governatori, mandavano le informazioni al Re che li seguiva con navi, bombe e cannoni, cioè l'artiglieria pesante. Finita la guerra gli ordini religiosi formavano i giovani nelle loro scuole, i cui alunni erano solo i figli dei nobili del tempo.
La chiesa cattolica era in pericolo per il fatto che gli inglesi erano molto più vicini alle americhe; in Inghilterra vi era il Re o la Regina; si usava un governo per successione; il potere militare, politico, legislativo dello Stato era in mano al re; ma anche il potere religioso, cioè quello che oggi diremo il potere dei giornali, delle televisioni, dei media, della scuola, del sindacato, era in mano agli ordini religiosi. Mentre in Inghilterra i due poteri erano direttamente nelle mani dei re, in Italia, Spagna e Francia il potere religioso aveva una certa libertà; si discuteva infatti se dovesse essere il Re a comandare sul papa o se dovesse essere il papa a comandare sui re o imperatori.
Il Concilio di Trento durò circa 21 anni, dal 1542 al 1563; in esso si raggiunse un compromesso tra le varie dottrine filosofiche e religione che avrebbero poi guidato il mondo occidentale, fatta eccezione dell'Inghilterra e dell'America del Nord; l'America del Sud, invece, era in mano agli spagnoli e quindi in mano alla chiesa cattolica. Servivano quindi gli argomenti da discutere, cioè le pezze o giustificazioni da trovare per convincere il popolo bue a seguire le varie leggi e i vari provvedimenti che lo Stato emanava. I protestanti, a partire da Martin Lutero ( nato nel 1483 e morto nel 1546), erano molto preparati sulle sacre scritture, cioè le leggi messe a base del mondo occidentale; i protestanti tradussero per conto loro la Bibbia e la stamparono in migliaia di copie; cosa che il Papa non poteva fare, vista la scarsa preparazione culturale sia dei vescovi, sia dei cardinali, sia dei vari ordini religiosi che governavano il mondo di allora. La bibbia era scritta in latino, nella versione del 400 dopo cristo, cioè la vulgata di Girolamo.
Nel 1400 e 1500 si discuteva in latino, le leggi venivano scritte in latino. Fu in questo periodo, cioè nel passaggio dal volgare latino al volgare italiano, già usato da Dante e Petrarca, nel 1300, che nacque il fenomeno del Rinascimento e dell'Umanesimo. Si iniziarono a tradurre alla buona antichi testi greci, da usare come argomento e sostegno alle fasulle idee del tempo. Vi era l'uso dell' "ipse dixit", cioè lo ha detto lui, lo ha detto Aristotele, lo ha detto Platone nel 400 avanti cristo, per cui è vero e non si discute più. Per cui era importante diffondere il testo sia in greco sia in latino sia in italiano. Importanti furono i falsi di allora; infatti buona parte dei testi a noi pervenuti provengono da questi falsi testi scritti in greco ed erroneamente attribuiti o a Platone o ad Aristotele, o ad Averroè ( nato a Cordova, in Spagna, nel 1126 e morto nel 1198 nel Marocco), cioè il filosofo mussulmano che aveva tradotto in spagnolo molte opere di Aristotele ed aveva influenzato Tommaso d'Aquino, uno dei tanti filosofi della religione cattolica odierna.
La conclusione di quanto è avvenuto negli anni dell'umanesimo e del Rinascimento, è che non esistono notizie certe né su Platone, né su Socrate né su Aristole. Poiché, tuttavia, il loro pensiero, anche se storicamente del tutto falso, è stato usato e viene ancora usato come vero, è opportuno fare un riassunto di quello che pare sia solo una leggenda.
Intanto sia Socrate sia Platone sia Aristotele appartengono alla stessa scuola; questo conferma che sia il tutto una leggenda storica. Allora, cioè nel 400 avanti cristo, si lottava con le armi e si moriva facilmente; non vi era, quindi, quel benessere che vi era nel 1400, quando si cominciò a parlare di loro nel mondo occidentale.
Il maestro è Socrate (nato ad Atene nel 469 avanti cristo e morto nel 399 avanti cristo ad Atene) ; un suo allievo di successo fu Platone ( nato ad Atene nel 428 avanti cristo e morto nel 348 avanti cristo ad Atene ); anche Platone aveva la sua scuola; un suo allievo di successo fu Aristotele (nato a Stagira nel 384 avanti cristo e morto nel 322 avanti cristo a Calcide ); Stagira si trova in Tracia, una regione tra Bulgaria, Turchia e Grecia; Calcide era una città facente parte della penisola detta Calcide, penisola molto grande, situata a Nord della penisola di Atene, nel Mare Egeo).
L'insieme dei tre filosofi, Socrate, Platone ed Aristotele costituiscono quel sapere filosofico che più ha influenzato il mondo occidentale, dopo il 1400.
Socrate
Quanto a Socrate non si sa se sia veramente esistito; di certo non esistono suoi scritti, in quanto era un soldato valoroso, sopravvissuto alle guerre contro i persiani, dove salvò i Greci, riportando armi e bagagli ad Atene; ma fu poi condannato a morte, bevendo una dose di veleno di cicuta somministrata dal boia di Atene di allora.
Proprio su questa condanna a morte si genera un filosofia per opera di Platone; Platone non era presente alla morte di Socrate, ma riesce a scrivere, sempre secondo la leggenda occidentale, dei dialoghi inventati, che manifestano da un lato il pensiero filosofico di Socrate e dall'altro il pensiero filosofico di Platone.
Socrate sa di non sapere quanto gli dei, cioè i ministri di allora, decidono e va in cerca della verità. Questo fatto, cioè il non volere adeguarsi alle leggi vigenti ad Atene, causa la sua condanna a morte, in quanto i regnanti di Atene lo accusano di corrompere i giovani, con le sue lezioni e le sue ricerche della verità, cioè di quanto gli dei hanno stabilito sul Monte Olimpo, cose che solo gli dei possono sapere, mentre gli altri regnanti sono obbligati a rispettare le leggi correnti, cioè quelle ritenute valide dall'assemblea degli aristocratici di Atene, di cui Socrate era proprio il Presidente.
Platone
Anche Platone fu un valoroso soldato, sempre secondo la leggenda; in realtà non si sa se sia realmente esistito e vi sono dubbi anche sulle sue opere scritte in greco. Pare che abbia fondato una scuola ad Atene, detta Accademia. Tra i suoi allievi vi fu anche Aristotele. Platone affronta nelle sue opere il tema della politica, cioè del governo della città. Per governare la città occorre la conoscenza delle leggi emanate dai ministri di allora, chiamati dei, che abitavano sul monte Olimpo. Solo loro potevano conoscere le leggi; al giovane governatore delle città restava a disposizione il mondo delle idee; idee che non potevano essere conosciute come vere ma solo come ipotesi, in quanto solo gli dei, cioè i ministri, conoscevano le leggi. Il giovane può quindi dedicarsi alla filosofia, cioè alla studio e alla ricerca della verità, alla ricerca del sapere, pur sapendo che non potrà mai conoscerla pienamente.
Aristotele
Anche di Aristotele non si sa se sia realmente esistito; prima del Rinascimento non lo conosceva nessuno; Virgilio non ne parla; Tacito non ne parla; Plinio il vecchio non ne parla. Praticamente gli antichi romani non lo conoscevano; il motivo è evidente; un simile filosofo, al pari di Socrate e di Platone, non è mai esistito. La sua figura è sorta tra il 1400 e il 1500, con lo scopo, come dice il suo nome in greco, "scopo migliore" cioè il fine migliore di ammaestrare le genti, ma a partire dal Rinascimento. Ad Aristotele vengono attribuiti alcuni scritti di Logica, di Fisica, di Politica, di Retorica. Sono tutti dei falsi storici, cioè documenti scritti parte in greco e parte in latino dai cattolici, cioè successivamente all'anno 1000.
Infatti fu nel medioevo che si cerco una giustificazione del cristianesimo. Ma nel rinascimento il problema divenne fondamentale per la giustificazione del cattolicesimo. La religione non esisteva né al tempo dei romani né al tempo dei greci. Esisteva, invece, un sistama fiscale potente, sia al tempo dei greci, sia al tempo dei romani. Non è un caso che buona parte dei discepoli e degli apostoli che fondarono il cristianessimo fossero degli esattori delle tasse, cioè persone che pagavano le tasse, cioè finanziavano consoli e imperatori romani, e al tempo dei greci finanziavano Atene e Sparta, e contemporaneamente, poiché giravano con le loro navi tutto il mondo allora conosciuto, raccoglievano, dal verbo latino 'religere' le tasse mentre vendevano le merci. Tipo il sostituto di imposta odierno. I romani nelle loro colonie imponevano il "tributo" dopo ogni guerra di conquista; gli esattori avevano appunto questo compito, di raccogliere le tasse da proprietari terrieri, aristocratici, cavalieri, artigiani, e di portare il denaro a Roma, dove venivano riconosciuti cittadini romani, proprio perché in gradi di finanziare imperatori e consoli.
Gli antichi dei greci abitavano sul monte olimpo e ricevevano le tasse di tutto il mondo greco, che si estendeva dal Mare Egeo, tutto il mediterraneo, la Spagna, la Francia, Italia tutta, Mare Tirreno e Mare Adriatico, fino a ritornare in Grecia sul Monte Olimpo. Il Monte Olimpo mantenne quel potere di esigere le tasse greche anche al tempo dei Romani. Cioè il sistema fiscale e costituzionale faceva capo ai vari ministeri, ognuno dei quali aveva avuto origine da un dio greco, cioè una antica famiglia aristocratica greca, che dominava il mondo intero. Quello che avveniva sull'Olimpo non era conosciuto ai sudditi dell'impero. Ma da quel monte partivano le guerre di conquista, partivano le pestilenze, cioè essi erano in grado di contaminare grandi fiumi come il Nilo in Egitto e il Tevere in Italia, facendo morire Roma intera, che allora usava l'acqua pura del Tevere per bere e cucinare. Poi vennero gli acquedotto romani, che resero in parte i romani indenni dai vari inquinamenti del Tevere che potevano partire su ordine degli dei greci.
La conquista dell'Italia da parte dei cristiani risale a Costantino ( nato nel 306 dopo cristo e morto nel 337 dopo cristo ). Fu allora che ebbe termine il sistema politeista dell'Olimpo e si diede luogo ad un sistema universale di tasse, sistema Unico, in quanto gli ebrei avevano un solo dio e non tanti dei, cioè tanti ministeri indipendenti che riscuotevano le tasse ognuno per conto loro. Infatti il veleno della cicuta che fu data a Socrate, fu pagato dai figli di Socrate e costava un gallo e doveva essere dato ad Ascleplio o Esculapio, figlio di Apollo, cioè al sistema sanitario di allora, che aveva preparato l'infuso sufficiente a far morire una persona senza farla soffrire molto. Allora le tasse si potevano pagare dando un animale, cioè galline, pecore, cavalli, buoi, in base al valore economico di allora.
Dopo la riforma di Lutero (nato il 1483 in Germania e morto il 1546 in Germania ) riforma ufficialmente avvenuta con la bolla di scomunica papale del 3 gennaio 1521, la chiesa cattolica romana perdeva le ingenti risorse economiche che provenivano dalla Germania e dalla Polonia; bene presto vennero meno anche i tributi dell'Inghilterra.
Per cui serviva indottrinare il popolo italiano e spagnolo, rimasto fedele a Roma; soprattutto dovevano essere convinti gli aristocratici italiani. Maggiore produzione di falsi storici si ebbe a Firenze; oggi si producono quadri falsi; cioè ci sono dei bravi pittori in grado di produrre un quadro di Leonardo, ovviamente falso. A Firenze Marsilio Ficino ( nato nel 1433 e morto nel 1499) ebbe nel 1459 l'incarico da Cosimo dei Medici e i finanziamenti necessari per tradurre le opere di Platone dal greco in latino. Quando nel 1460 arrivò a Firenze una falsa copia del Corpus Hermeticum, cioè un libro scritto in greco contenente opere di Platone, fu ordinato a Marsilio Ficino di tradurre in latino questo trattato ermenutico. L'opera fu finita di tradurre nel 1463. Essa era ritenuta risalente al tempo degli antichi Egizi e di Mosè. Soltanto nel 1614, circa 50 anni dopo, fu dimostrato da Isacco Casaubon che era solo un falso scritto storico, che non era un testo antico, ma risaliva al 200 dopo cristo.
A mio avviso, ovviamente non ho le prove, ma partendo dal fatto che le opere attribuite ad Aristotele comprendono praticamente tutto lo scibile umano conosciuto nel periodo storico del 1400 e 1500, considerando inoltre che alcune opere vengono raccolte nel Trivio ed altre in un Quadrivio, il tutto non sia altro che opera di qualche studioso del 1500 che abbia raccolto un insieme di scritti successivi alla nascita del cristianesimo e li abbia attribuiti ad Aristotele, che qualora fosse realmente esistito lo sarebbe stato al tempo dei greci antichi, circa nel 300 avanti cristo.
Pertanto non ha senso illustrare un sistema filosofico aristotelico, cioè attribuire ad Aristotele un modo di ragionare e di scrivere caratteristico di circa 2000 anni dopo Aristotele.
2020
prof. Pietro De Paolis
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