Puerperio e allattamento.
Testo di educazione sessuale e psicologica per i ragazzi dai 14 anni ai 18 anni
Il puerperio è il periodo di circa 28 giorni che intercorre tra il parto e la prima mestruazione nella donna, successiva al parto. Nelle prime due settimane dopo il parto l'utero si contrae e riprende gradualmente le dimensioni che aveva prima del parto. Circa il 20% delle donne soffre di un disturbo detto depressione dopo-parto o depressione puerperale, cioè un cambio di umore da parte della donna che si ripercuote poi anche sul maschio e sulla famiglia. La depressione puerperale è diversa dalla sindrome del terzo giorno che interessa circa il 70% delle puerpere; nella sindrome del terzo giorno la donna è presa da ansia e preoccupazione per il figlio appena nato; è molto irritabile, facile al pianto e a volte depressa, se non viene subito capita dal padre e dai famigliari più intimi che le stanno attorno. Nel giro di due o tre settimane questo disturbo transitorio passa senza bisogno di cure.
Dopo il parto si ha anche la fuoriuscita dei lochi, cioè dei piccoli frammenti di placenta che fuoriescono attraverso la vagina; i lochi sono inodori, inizialmente di colore grigio-scuro e poi trasparenti.
Allattamento
Il primo latte materno disponibile subito dopo il parto è detto colostro; il colostro è presente anche in gravidanza. Il colostro esce solo nei primi giorni dopo il parto; successivamente esce dalla mammella femminile il latte materno. Il latte materno è fondamentale per una crescita sana del neonato. Il neonato non è in grado di mangiare tutti i cibi; il latte materno è l'alimento ideale per il primo anno di vita e a volte anche nel secondo anno, cioè sino allo svezzamento. Lo svezzamento è la eliminazione nella alimentazione del neonato del latte materno, con la sostituzione di altri liquidi nutritivi, tra cui il latte di mucca, cioè il latte che normalmente si compra nei supermercati per gli adulti.
Subito dopo il parto si consiglia che il neonato si riposi insieme alla madre, cioè quasi unito alla madre, ma con il naso libero, in modo che respiri in modo sufficiente l'aria calda dei due corpi. La prima poppata può avvenire anche dopo un'ora dopo il parto, ma il tutto dipende da come si trova la madre e da come si trova il neonato. Se il neonato non trova subito il capezzolo materno da succhiare, è bene unire un dito ben pulito al capezzolo materno ed infilare dolcemente il tutto nella bocca dell'inesperto neonato. La quantità di latte prodotto dipende dalle richieste del neonato; più il neonato succhia maggiore sarà la quantità di latte prodotto dalla donna. E' importante una dieta sana nella donna nel periodo di allattamento. In particolare alcuni alimenti come la bietola, naturalmente cotta, se mangiata dalla madre aumenta la quantità di liquidi presenti nel corpo della donna e quindi le mammelle possono trasformare con abbondanza questo liquido in latte. Il sapore del latte dipende anche dagli alimenti che mangia la madre nel periodo di allattamento. In particolare sono da evitare rape, verze e cavoli; mentre è da preferirsi il finocchio, che dona un sapore dolce al latte materno.
L'allattamento materno è utile anche alla salute della madre; purtroppo le nostre giovani donne si sposano tardi, mentre prima lo facevano a 14 anni di età. Per cui nella mammella materna, non succhiata dal neonato, si verificano oggi spesso malattie che erano rare nelle mamme di un tempo, che allattavano anche 20 neonati nel corso della loro vita; poi si passò a 10 neonati durante il novecento; a 5 neonati nel secondo dopo guerra, cioè dal 1945 in poi. Ora siamo ad appena uno o due neonati per ogni mamma, in media.
Al neonato è sufficiente mangiare il latte materno, senza altri alimenti aggiuntivi. Il numero di poppate e la loro durata viene decisa di comune accordo tra madre e bambino. Il peso del neonato aumenta di circa 160 grammi per ogni settimana di allattamento.
E' un corso a pagamento dal costo di 10 € per 365 giorni.
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