La frutticoltura

       data di oggi:
Classe 1a media, scuola secondaria di  1° grado

 

La frutticoltura è quella parte dell'agricoltura che studia gli alberi da frutta. I principali alberi da frutta sono: arancio, limone, mandarino, vite, olivo, melo, pero, pesco ecc. Il terreno coltivato a frutta è detto frutteto. Ogni albero da frutta richiede delle tecniche particolari. Se l'albero non è molto alto è detto arbusto; per esempio la vite è un arbusto.

la vite

La vite produce l'uva; lavorando adeguatamente l'uva si ottengono vini e liquori.

ulivo

L'ulivo, invece, è un albero molto alto, dura diversi secoli, produce le olive; lavorando adeguatamente le olive si ottiene l'olio di oliva.



Coltivazione della vite

La vite è un arbusto.

 

il pampino

La foglia della vite si chiama pampino. Alcune foglie si trasformano in viticci.

i viticci

Osserviamo con gli occhi un pampino e notiamo che ha la forma di una mano. La foglia della vite si dice palmata, perché ha la forma del palmo di una mano. Il margine è seghettato, cioè ha i denti come quelli di una sega. Come tutte le foglie ha due pagine, una superiore di colore verde scuro, una inferiore di un verde più chiaro.

Toccandola con le mani constatiamo che è sottile e che la pagina superiore è morbida, quasi vellutata; mentre la pagina inferiore è ruvida e piena di nervature.

pagina inferiore del pampino

Le nervature si estendono su tutta la foglia e servono per mantenerla ben aperta e robusta.

 

tralcio

La foglia è un vero laboratorio chimico. Essa lavora di giorno con la luce prendendo l'acqua che le arriva dalle radici, l'anidride carbonica dall'aria e le trasforma in zucchero. Il fusto della pianta è detto ceppo.

Un terreno coltivato a vite è detto vigneto. Il vigneto non ha bisogno di irrigazione o di concimatura; è utile un terreno piuttosto asciutto. La riproduzione della pianta avviene mediante innesto; si parte da una vite selvatica americana che cresce spontaneamente sul terreno; si tagliano dei piccoli tralci della varietà di vite da riprodurre e si innestano sulla vite selvatica.

 Il frutto della vite è detto uva.

grappolo di uva

Il grappolo di uva è l'insieme di tanti chicchi.

chicco di uva

Il chicco di uva è detto anche acino di uva. Il chicco è di forma ovale, è di colore violetto o dorato, è liscio, tenero e fresco. Ogni chicco è formato dalla parte esterna detta buccia, dalla polpa e dai semi. La buccia è liscia e sottile; la polpa è succosa e molto tenera. I semi sono piccoli, duri, di colore marrò ed hanno la forma di una pera. Il chicco di uva è molto dolce, saporito. Messo in bocca ha un gusto molto gradevole. Pigiando l'uva si ottiene il mosto.

il torchio

Il torchio serve per comprimere per bene l'uva pigiata in modo da estrarre tutto il mosto. Lasciando fermentare il mosto per alcuni mesi esso si trasforma in vino. Distillando il vino si può ottenere alcool etilico; mischiando alcool etilico con acqua ed aromi si ottengono  i liquori. 

Dopo la vendemmia la vite secca, cioè cadono le foglie ma restano le gemme pronte per il nuovo ciclo annuale. Verso la fine dell'inverno si usa fare la potatura, cioè il lungo tralcio viene accorciato fino a lasciare due o tre gemme alla base. Da ogni gemma uscirà un nuovo tralcio più vigoroso.

i sarmenti

I tralci secchi della potatura sono detti sarmenti e vengono usati come legna da ardere nei forni a legna e nei caminetti.

prof. Pietro De Paolis

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