Il feudalesimo
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Il feudalesimo indica l'organizzazione dello Stato in un periodo storico che va dall'anno 800 dopo Cristo fino all'anno 1800 ed oltre, quando dopo la rivoluzione francese e l'occupazione americana dell'Europa, lo stato civile, penale, militare e sociale cambiò in modo sostanziale. Si parla, quindi, di un sistema feudale, cioè sistema di organizzazione dello Stato diverso da quello del mondo antico e diverso dal mondo contemporaneo, cioè il mondo in cui viviamo nel 2000.
Il feudalesimo parte da Carlo Magno.
Carlo Magno fu un re imperatore europeo vissuto negli anni 800 dopo Cristo.
Carlo Magno nasce in Francia nel 742 dopo Cristo; muore ad Aquisgrana, in Germania, nel 814 dopo Cristo, alla età di 72 anni.
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Carlo Magno |
Carlo Magno organizzò politicamente ed economicamente, cioè fiscalmente il suo impero.
Ricordiamo l'organizzazione dello Stato; vi era il problema di chi doveva decidere le leggi, se cioè solo l'imperatore civile e militare da una parte e il sistema fiscale, detenuto dalla chiesa cristiana dall'altra. Carlo Magno ogni anno in inverno aveva tempo di stabilire le leggi da emanare ma ancora si trattava di bozze da lui proposte e da condividere poi nelle assemblee che si tenevano in primavera. Ogni assemblea era detta Concilio, luogo in cui si discuteva pubblicamente tra i governanti e funzionari statali, cioè vescovi, prelati, conti, abati, generali degli eserciti, rappresentanti del popolo. Si prendeva la decisione per ogni argomento politico, economico, militare e si scriveva un testo che era Unico, cioè scritto da Padre e Figlio; il testo era detto Capitolare, nel senso che era diviso in diverse parti, dette capitoli. Una volta scritto il testo, esso veniva diffuso attraverso dei messaggeri, chiamati angeli; l'insieme dei messaggeri costituiva lo Spirito Santo. Questi testi venivano scritti a mano, dagli amanuenzi, in quanto non vi era allora né la stampa, né i giornali, né la televisione; ma solo dei fogli di carta, a volte detta pergamena, a volte detta papiro. Questi libri a volte erano detti messali, cioè libri da leggere la domenica nelle varie chiese, durante la messa, cioè durante la raccolta delle tasse da riscuotere e inviare in parte all'imperatore Carlo Magno. Ormai le tavolette di legno per scrivere i libri in lingua latina contenenti le leggi non erano più usate. Alcuni libri contenevano le norme per costruire gli edifici statali, per costruire le navi, per costruire le varie armi, cioè corazze, spade, le lunghe lance, alte a volte sui 20 metri e oltre, necessarie per gli assedi. Per questo alcune chiese venivano costruite molto alte, in modo da contenere diritte in alto le varie lance e i vessilli necessari per guidare i soldati durante gli assalti.
In questo periodo storico l'esercito e la marina era organizzato proprio dai vescovi, dai sacerdoti, dai monaci e abati che vivevano nei monasteri. Non erano ancora nati gli ordini religiosi, che erano eserciti più moderni, con arruolamenti estesi su vari territori, cosa che avviene dopo l'anno mille.
Carlo Magno organizzò anche il sistema monetario, cioè la coniazione delle monete in metallo necessarie per il commercio e il pagamento delle tasse. Come metallo per le monete veniva usato anche l'argento.
Carlo Magno organizzò il sistema scolastico di allora, attraverso una scuola statale, detta scuola del palazzo, cioè scuola reale o Scuola Palatina. Questa scuola si trovava all'interno del palazzo del re, che stava ad Aquisgrana, in Germania. A questa scuola centrale studiavano i vari giovani ricchi destinati a diventare burocrati, i futuri vescovi e futuri papi. Vi erano poi le varie scuole meno rinomate, situate nei luoghi di potere di allora, distribuiti su tutto l'impero.
Il feudalesimo
La struttura dello Stato nel periodo del feudalesimo è molto complessa. La parola feudo indicava anche una parte del territorio; questa parola permane anche oggi, per indicare una parte di una Provincia o di un Comune o di una area vasta, costituita da più comuni.
Nel feudalesimo la parola feudo indicava anche la organizzazione politica, religiosa, militare di un certo territorio, che veniva anche chiamato feudo, il territorio, ma poteva non coincidere con lo stesso territorio. In pratica una persona politica potente nel feudalesimo non veniva chiamato industriale o imprenditore o deputato, ma veniva chiamato feudatario. Il feudatario era una persona che aveva tutti i diritti che gli erano concessi dal capo supremo, che veniva chiamato imperatore o re o Papa. Il feudatario, era quindi un funzionario dello Stato, che riceveva alcuni diritti ma doveva pagare le tasse all'imperatore, fornire alimenti, provviste, prodotti finiti, armi, eserciti, soldati, operai, cioè tutto quanto l'imperatore chiedeva sia in tempo di pace sia in tempo di guerra. Il feudo concesso al feudatario, rimaneva sempre come proprietà dell'imperatore, ma veniva gestito in modo esclusivo da una persona detta feudatario.
Il feudatario veniva anche chiamato Signore, Dominus in latino, da cui derivò in seguito la parola Signoria, sia riferita ad un certo territorio sia riferita alla persona fisica, cioè il Signore. La parola domenica significava uno dei sette giorni in cui si lavorava solo per il signore, cioè per lo stato; ciò corrispondeva a un settimo di tasse o imposte, cioè 1:7 = 0,142 cioè il 14,2 % del proprio reddito. Gli ottomani, detti anche mussulmani, avevano il venerdì, come giorno corrispondente della domenica, ed erano più generosi come tasse, cioè chiedevano solo 1:8 = 0,125 cioè il 12,5 %. Tuttavia nel mondo mussulmano, essendo consentito il matrimonio con molte donne, molti maschi poveri non potevano sposarsi.
Il feudatario detto a volte anche vassallo, nel senso pubblico, cioè che dipendeva dal re o dall'imperatore o dal Papa, aveva molti poteri, in particolare aveva poteri militari, poteri amministrativi detti anche civili, poteri giudiziari, sia civili sia penali; il feudatario aveva i poteri economici, in quanto tutti i prodotti del suo feudo, sia agricoli sia artigianali, erano di sua proprietà. Il feudatario aveva anche poteri religiosi. Nel medioevo non vi era una netta distinzione tra potere religioso, come lo intendiamo oggi, cioè potere diverso dallo Stato, in quanto sia il Papa sia i vescovi sia i vari parroci e sacerdoti, avevano anche essi un feudo, cioè erano feudatari, con tutti i poteri, nei limiti del loro territorio. In ogni caso i posti di comando erano riservati ai nobili, cioè le famiglie ricche discendenti dagli antichi romani che avevano occupato l'intera Europa, la parte settentrionale dell'Africa, cioè Tunisia, Algeria, Egitto e la parte orientale dell'Asia, cioè Siria e Turchia. Nelle stesse famiglie il primogenito maschio, cioè il primo figlio maschio di un feudatario ereditava il feudo, se il capo massimo, cioè l'imperatore o il Papa, lo consentiva. Gli altri figli, sia maschi che donne, andavano ai posti di comando nei monasteri, che allora era castelli militari, cioè fortezze armate. Gli altri figli maschi potevano scegliere altri posti di comando in altri feudi anche di nazioni straniere, oppure potevano diventare condottieri di eserciti in caso di guerre civili, cioè guerre limitate all'interno di una nazione, o di guerre di conquista o di difesa nazionale e internazionale, come furono le crociate.
Unica differenza tra monasteri e fortezze militari statali era che nella Chiesa cattolica non era consentito il matrimonio, né per il Papa, né per i vescovi, né per i sacerdoti. In tal modo non esistevano figli ed eredi, e il feudo rimaneva, in caso di morte del feudatario, di proprietà esclusiva del Papa, che poteva nominare come feudatario, detto in questo caso vescovo, o abate nel caso di monastero, o provinciale nel caso di ordine religioso, una persona a lui gradita.
Dopo l'anno mille fiorirono molti ordini religiosi, alle dirette dipendenze del Papa, tra cui l'ordine francese, detto anche Francescano, in quanto fondato da Francesco di Assisi nel 1206, con approvazione del vescovo di Assisi e diventato poi internazionale con l'approvazione del Papa nel 1209. Il capo dell'ordine religioso veniva chiamato Generale. Il generale di un ordine religioso aveva anche poteri militari, in quanto dava supporto agli eserciti; egli era inoltre ambasciatore per conto del Papa, e poteva trattare con i nemici nelle guerre internazionali, come avvenne con Francesco di Assisi, che nel corso della conquista dell'Egitto, che inutilmente trattò la resa dei maomettani, andando a trattare la pace nell'esercito nemico del sultano o saladino, guidato da al-Malik al-Kamil, nel 1219 nel corso della quinta crociata.
2022
prof. Pietro De Paolis
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