L'esilio
| data di oggi: |
L'esilio sta ad indicare l'allontanamento dalla propria città o dalla propria nazione di una persona.
Di solito riguarda un personaggio politico potente, cioè in grado di cambiare con i suoi poteri il governo di una città o di una nazione o del mondo intero, come nel caso di Napoleone Bonaparte.
Il problema nasce dalla pena di morte; di solito nelle guerre il nemico lo si uccide; nelle guerre civili, cioè le guerre all'interno di una città, nei tempi antichi, o all'interno di una nazione, nei tempi moderni, non è semplice uccidere migliaia di cittadini, condannandoli a morte, anche perché colui che ha preso il potere, nel momento in cui decide di condannare a morte un potente, rischia di essere ucciso lui stesso; inoltre, poiché il potere politico appartiene a famiglie potenti tra loro imparentate, non è semplice condannare a morte un padre o un figlio o un parente diretto di chi ha conquistato il potere a seguito di una guerra; per cui in alcuni casi il potere politico, invece di condannare a morte un potente, lo condanna all'esilio, cioè gli dà la possibilità di allontanarsi dalla propria città o dalla propria nazione.
Nei tempi moderni è anche in uso un esilio volontario; cioè un perseguitato politico, vale a dire una persona potente ma non troppo, che cioè non è riuscito a conquistare il potere nella propria città e nella propria nazione, sceglie, per evitare danni peggiori a se stesso, di emigrare in un'altra città o in un'altra nazione.
A volte il politico riesce anche a mantenere un governo in esilio, cioè fugge dalla propria nazione o dalla propria città, insieme a molti dei suoi parenti e sostenitori, mantenendo un governo in esilio, influenza dall'esterno la sua città natale e la sua nazione. A volte, poi, l'esiliato ritorna trionfante nella propria nazione, dopo aver debellato i suoi antagonisti al potere.
2022
prof. Pietro De Paolis
|
|
Indice di tutte le pagine del sito