La seconda guerra mondiale parte 1

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Storia - Classe 3a della scuola media, secondaria di  2° grado

Dopo la prima guerra mondiale vi fu un periodo di pace in Europa, detto primo dopoguerra; sono gli anni successivi alla fine della prima guerra mondiale, cioè dal 1918 al 1939, anno di inizio della seconda guerra mondiale; furono anni di pace e di ricostruzione.

In Italia il re era rimasto Vittorio Emanuele 3° di Savoia, sempre sottomesso agli angloamericani; presidente del consiglio era Vittorio Emanuele Orlando, anche lui filoamericano. Abbiamo visto lo sviluppo americano con la bolla finanziaria e il crollo della borsa americana il giorno 29 ottobre 1929, ricordato come il "martedì nero", giorno del crollo finanziario negli Stati Uniti.

Vediamo cosa avviene in Europa.

Germania

In Europa la Germania, dopo il trattato di pace con gli angloamericani del giorno 11 novembre 1918, si organizzò in repubblica parlamentare, detta repubblica di Weimar, città dove si tenne l'assemblea parlamentare per redigere la nuova costituzione; la costituzione prevedeva un capo di Stato, detto Presidente della Repubblica, ed un capo di governo, detto cancelliere. Il primo ministro, cioè il cancelliere, non rispondeva più al capo di stato ma al parlamento. Il primo Presidente della Repubblica della Germania fu Federico Ebert, appartenente al partito socialdemocratico. Onde consentire alla Germania il pagamento dei danni di guerra fu ideato nel 1924 dal banchiere statunitense Carlo Dawes il piano Dawes; esso prevedeva delle obbligazioni finanziarie emesse da parte della repubblica di Germania, che vennero collocate in buona parte nella borsa di New York; mediante questi prestiti la crescita dell'economia tedesca si legava agli americani, i quali avevano anche il vantaggio di esportare merci in Europa. Il piano ebbe successo sino alla crisi finanziaria del 1929. Il piano impediva, favorendo il governo in carica, sia il sorgere di governi amici della Russia sia il risorgere del patriottismo germanico. La depressione americana del 1929 ebbe di conseguenza l'indebolimento delle forniture americane in Germania e in Europa e quindi il risorgere del patriottismo tedesco ad opera di Adolfo Hitler. Hitler era il capo politico del partito nazionale socialista tedesco, appoggiato da quel che rimaneva dell'esercito tedesco, sconfitto nella prima guerra mondiale anche a causa dei traditori della patria, cioè il partito socialdemocratico di Federico Hebert. Paolo Ludovico di Hindenburg fu presidente della repubblica di Weimar dal 15 maggio 1925 al 2 agosto 1934. Ai tempi della prima guerra mondiale era stato a capo dell'esercito tedesco che riuscì vittorioso nei confronti della Russia. Hindenburg era discendente di Martin Lutero.

modulazione in ampiezza di onde radio

Durante la prima guerra mondiale i Russi non avevano le attrezzature radio di livello equivalente a quelle tedesche, per cui i movimenti di truppe russe venivano conosciuti anche dai comandanti tedeschi, in quanto avvenivano mediante comunicazioni con le onde radio, non adeguatamente criptate. Egli aveva inoltre realizzato la linea difensiva, detta di Hindenburg, in territorio francese, ed aveva dato un notevole impulso ai sottomarini tedeschi, che avevano anche comunicazioni radio mediante potenti emittenti radio installate in territorio americano. Questo sempre durante la prima guerra mondiale. Anche se Hindenburg aveva accettato la resa agli americani restava sempre un patriota tedesco ed europeo. Per questi suoi meriti, una volta lasciato l'esercito e intrapresa la carriera politica, fu eletto Presidente della Repubblica di Weimar nel 1925. Egli iniziò le trattative con il governo americano, il cui Presidente era Herbert Hoover, per la questione dei debiti di guerra e firmò il 13 marzo 1930 il piano americano detto di Young. Owen Young era un grande produttore di radio con la sigla RCA, ditta costruttrice sostenuta dal governo americano nel 1919 per contrastare la produzione radio degli inglesi.

Il partito nazionalista socialista tedesco era guidato da Adolfo Hitler già dal 1921. Nelle elezioni del 14 settembre 1930 era già il secondo partito in Germania con il 18% dei voti. Nel 1933 arrivarono al 40% dei voti. Il 30 gennaio 1933, nominato cancelliere dal presidente Hindenburg, prestò giuramento.

Le elezioni tedesche a Presidente della Repubblica nel 1932 furono una farsa, nel senso che videro contrapposti da una parte Hindenburg, sostenuto dal partito social democratico e dall'altra lo stesso Hitler sostenuto dal partito nazionalista socialista tedesco, di cui era il capo dal 1921. Ne esce vincitore Hindenburg ma, a partire dal 1933 la divisione dei poteri tra presidente e primo ministro era solo una finzione. Infatti, prima di morire, il 2 agosto 1934, Hindenburg riconobbe il pieno potere ad Adolfo Hitler, che era andato a fargli visita.

Come cancelliere e in conformità alla Costituzione Hitler emanò una serie di decreti per assicurare la indipendenza della Germania; in pratica eliminò dapprima il partito comunista, poi i sindacati, poi tutti gli altri partiti. Il 14 luglio del 1933 unico partito ammesso in Germania era quello di Hitler, cioè il partito nazionalista socialista tedesco.

Quando il 2 agosto 1934 morì il Presidente della Repubblica Hindenburg, Hitler unificò su di sé i due poteri di Presidente e di Cancelliere e quindi anche di capo dell'esercito. La unificazione dei poteri fu approvata dal popolo tedesco con le votazioni del 19 agosto 1934. Nel marzo 1934 reintrodusse la leva obbligatoria, con lo scopo di preparare un nuovo esercito, espandendo sia la marina militare sia l'aereonautica militare.

Dal punto di vista economico Hitler in cinque anni portò la Germania a livello di nazione più industrializzata del mondo. In pratica fece in cinque anni, dal 1933 al 1938, quello che gli Stati Uniti riuscirono a fare in 15 anni dal 1930 al 1945. Abolì il finanziamento delle banche verso lo stato facendosi finanziare solo dalla Banca Nazionale di Germania, cioè la Banca di Stato. La banca nazionale, invece di stampare moneta e creare inflazione, emetteva buoni del tesoro convertibili in 5 anni. Per evitare di contravvenire ai patti di Versailles, questi buoni del tesoro, detti MEFO, venivano emessi dalla Società di Ricerca Metallifera, il cui socio unico era la stessa Banca Centrale. Favorì lo sviluppo della occupazione creando nuovi posti di lavoro; la disoccupazione era al 20% nel 1933 e divenne nulla nel 1938. Costruì numerose opere pubbliche, autostrade, ferrovie, dighe, edifici pubblici. Si avvalse dei migliori architetti mondiali, essendo lui stesso cultore dell'arte, quale pittore fin dall'infanzia, per la costruzione di opere pubbliche. La Germania ospitò le Olimpiadi del 1936 a Berlino. Dal punto di vista tecnico e scientifico portò la Germania a superare gli americani sia per i nuovi componenti chimici prodotti, sia nel campo delle telecomunicazioni, con il brevetto del primo transistor al germanio nel 1934 ad opera di Oskar Heil, sia nel campo missilistico, sia nell'energia atomica.

transistor

Dal punto di vista storico, l'insieme delle persone di cui si è avvalso Hitler per la ricostruzione della Germania e dell'Europa e l'insieme dei fondi e aiuti ricevuti in questi anni da parte americana, ci porta a concludere che lo stesso Hitler è stato, fino alla sua morte, semplice esecutore del piano americano di contrasto alla occupazione comunista dell'Europa, occupazione che sarebbe senz'altro avvenuta da parte della Russia, come dimostrano le lotte comuniste di occupazione sia della Spagna e sia di occupazione comunista dell'Italia da parte del nostro storico PCI, cioè Partito Comunista Italiano.

Spagna

La Spagna agli inizi del secolo era comandata dai Borboni; il re era Alfonso 13°. La Spagna non partecipò alla prima guerra mondiale. Nel 1923 re Alfonso nomina primo ministro Miguel Primo de Rivera y Orbaneja che rimase in carica fino al gennaio 1930. Il 14 aprile 1931 fu proclamata la seconda repubblica spagnola; il re Alfonso dovette andare in esilio. Durante questa seconda repubblica avvenne una guerra civile, cioè un guerra interna alla Spagna avvenuta tra nazionalisti spagnoli e comunisti dal luglio 1936 ad aprile 1939. La guerra civile è emblematica anche per l'Italia e l'Europa intera. Infatti se i comunisti, appoggiati da Stalin, allora a capo della Russia fossero stati vincitori, avremmo avuto non solo l'Italia in pieno regime comunista staliniano ma anche avremmo avuto l'Europa intera sottomessa alla Russia.

Il partito comunista spagnolo nel 1936 era detto Fronte Popolare; vi furono le elezioni nel 1936 ed il fronte popolare risultò vincitore, nominando Presidente della repubblica Manuel Azaña Diaz, che era il capo del partito detto Fronte popolare e presidente del Consiglio era Santiago Casares Quiroga. La sinistra al potere cominciò a distruggere chiese cattoliche, proprietà private. Gli operai in sciopero chiedevano aumenti salariali. I nazionalisti e i cattolici erano anticomunisti. Nella notte del 12 luglio 1936 fu ucciso da parte dei socialisti l'esponente della destra José Calvo Sotelo. I nazionalisti si prepararono, quindi, per la guerra civile capeggiata da Francisco Franco, che era generale di brigata e si trovava nelle Canarie; insieme al generale Franco vi erano altri tre generali dell'esercito, che però morirono nel corso degli eventi bellici della guerra civile. Nel luglio del 1936 vi fu una vera persecuzione religiosa da parte del fronte popolare e dei suoi alleati; furono uccisi migliaia di religiosi, preti e suore. Mosca intervenne direttamente in questa guerra civile spagnola; ma intervennero un pò tutti gli altri stati europei; in pratica i vari partiti comunisti europei intervennero con truppe e mezzi militari a supporto dei comunisti spagnoli mentre gli altri partiti nazionalisti europei intervennero con truppe e mezzi militari a fianco dei nazionalisti spagnoli. Intervennero direttamente in questa guerra, in appoggio dei comunisti spagnoli, diversi esponenti comunisti italiani quali: Togliatti, Longo, Nenni, di Vittorio, Paglietta. Contemporaneamente Benito Mussolini si adoperò per l'invio di truppe e mezzi militari in appoggio ai nazionalisti spagnoli. Determinante per la vittoria di Francisco Franco fu l'appoggio militare ricevuto da Hitler. Dopo vari scontri tra le diverse fazioni la guerra civile termina il 1° aprile 1939 con la vittoria nei nazionalisti. Franco, quindi, prende il potere sia come primo ministro sia come re e capo dell'esercito. La carica di primo ministro la lascia il 9 giugno del 1973, quando gli succede Luis Carrero Blanco. La carica di re la conserva fino alla sua morte, avvenuta il 20 novembre 1975, quando gli succede come re Juan Carlos di Borbone.

Alcuni storici affermano che la Spagna non sia intervenuta nella seconda guerra mondiale; in realtà la seconda guerra mondiale inizia proprio con la guerra civile spagnola nel 1936, che è una guerra civile europea; alla fine della guerra civile spagnola l'obiettivo americano di creare un fronte europeo al comunismo di Russia è pienamente raggiunto in Spagna; per cui Hitler non invade la Spagna, né tantomeno la invadono gli americani o inglesi.

Italia

In Italia nel 1919 il re era rimasto Vittorio Emanuele 3° di Savoia, sempre sottomesso agli angloamericani; presidente del consiglio era Vittorio Emanuele Orlando, anche lui filoamericano.

Gli anni del 1919 e del 1920 rappresentano il "biennio rosso" in Italia. Si ebbero in questi due anni scioperi nelle industrie, occupazioni di fabbriche, mobilitazioni agricole contro i proprietari terrieri. In questi anni la rivoluzione comunista cerca di prendere piede in Italia. I sindacati appoggiano queste mobilitazioni sia agricole sia industriali. Il partito socialista appoggia ancora il comunismo di Lenin e si difende anche militarmente mediante le "guardie rosse", cioè gruppi armati che difendono il partito ed hanno l'intento di occupare il potere. Occasione storica per l'ala comunista del partito socialista, divenuta poi PCI il successivo 21 gennaio 1921, fu lo sciopero generale del 20 e 21 luglio 1919. In questa occasione il governo Nitti fece arrestare preventivamente, nei giorni precedenti lo sciopero, coloro che avrebbero dovuto attuare il bolscevismo in Italia. Per cui lo sciopero rimase pura operazione di piazza senza la sollevazione popolare voluta dai comunisti e la conseguente presa del potere in Italia da parte della Russia. Inoltre Nitti chiese ed ottenne, per i giorni dello sciopero nazionale, anche la collaborazione dei "fasci" per mantenere l'ordine pubblico ed evitare l'occupazione sovietica dell'Italia.

Il partito socialista è, in questo periodo, ulteriormente diviso al suo interno tra coloro che intendono appoggiare il comunismo di Lenin, e che poi divennero partito autonomo col nome di PCI il 21 gennaio 1921, e coloro che invece vogliono un socialismo tradizionale, cioè socialismo nazionalista. Il 16 febbraio 1919 e il 23 marzo 1919 furono date decisive per questo tipo di divisioni interne socialiste.

Del partito socialista, infatti, fino al 1918, aveva fatto parte anche Benito Mussolini. Mussolini era un maestro elementare, supplente nel 1906. Egli si abilita all'insegnamento del francese nel 1907 e insegna anche italiano, storia e geografia nel 1908. Mussolini è anche giornalista e partecipa alle varie lotte dei socialisti, coerente alle idee di suo padre. Nel 1910 è segretario locale del partito socialista a Forlì e partecipa a Milano al congresso socialista del 1910. Nel 1912 fa già parte della direzione nazionale del partito socialista PSI e da giornalista diventa direttore del giornale del partito, cioè il giornale "Avanti". Nel 1914 viene espulso dal PSI in quanto diventato alleato dei socialisti francesi. Nel 1918 alla fine della prima guerra mondiale è direttore di un suo giornale: "il popolo d'Italia" che si trasforma da giornale socialista a giornale dei combattenti e produttori. In questi anni riceveva finanziamenti da industriali e da agenti segreti militari degli angloamericani. Questa è una ulteriore prova storica che l'asse tra Hitler e Mussolini è un asse angloamericano eretto a barriera del comunismo della Russia.

Il 23 marzo 1919 Mussolini diede vita ai fasci di combattimento, a Milano in piazza Santo Sepolcro. Mussolini non aveva ancora costituito un suo corpo armato quando il suo giornale fu assaltato dai comunisti italiani di allora, appoggiati da Lenin. Dopo questi eventi si convinse della necessità di dotarsi di corpi paramilitari a protezione della sua vita, del partito e del giornale. Questi fasci avevano anche lo scopo militare anticomunista. Si provvide anche di adeguati materiali bellici. Alle elezioni politiche del 16 novembre 1919 si presenta sia a Milano che a Firenze, ma prende pochi voti. Il partito socialista PSI, favorevole in questo periodo alla occupazione sovietica dell'Italia, ottiene ben il 32% dei voti. Il partito popolare PPI, fondato da Luigi Sturzo, ottiene solo il 20%.

Il PSI, che contiene ancora al suo interno il futuro PCI, non rinuncia ancora alla lotta armata per la conquista del potere con la violenza. Nei primi giorni di settembre 1920, infatti, quasi tutte le fabbriche, compresa FIAT e ALFA ROMEO, sono occupate da sindacati socialisti ( attuale CGIL allora detta CGdL, FIOM), partito socialista, guardie rosse comuniste. Avvengono anche uccisioni di persone da parte delle guardie rosse. Tuttavia, nella riunione congiunta del giorno 11 settembre 1920, PSI e sindacati socialisti rinunciarono momentaneamente alla rivoluzione bolscevica e rimandarono la rivoluzione comunista in Italia. Tale decisione fu dovuta al fatto che i socialisti non avevano  i mezzi per occupare anche ferrovie, banche, giornali, comunicazioni radio, esercito, navi, aerei. Il 19 settembre 1920, quindi, si stipula un accordo con gli industriali; gli operai ottengono aumenti salariali.

Nelle elezioni politiche del 15 maggio 1921 Mussolini ottiene un grande successo con una coalizione politica detta "blocchi nazionali" contro i socialisti, viene eletto deputato al parlamento italiano, insieme a 35 suoi deputati, ed ottiene l'immunità parlamentare. Il suo partito assume il nome di Partito Nazionale Fascista il 7 novembre 1921.

In questo periodo storico, cioè prima della nomina di Benito Mussolini a Presidente del Consiglio, il 31 ottobre del 1922, i vari partiti, sia quelli al potere, cioè i liberali, sia quelli all'opposizione, avevano gruppi armati. Nel 1922 capo del governo era Luigi Facta, del partito liberale. Al potere aspiravano sia il partito popolare PPI, dei cattolici italiani, sia il partito socialista PSI, sial il partito comunista PCI, sia il partito fascista PNF. Benito Mussolini non partecipa alla marcia su Roma del 28 ottobre 1922, in quanto si trova a Milano il 28 ottobre 1922.

Alla marcia su Roma partecipa Italo Balbo; di marce su Roma in quei giorni erano in preparazione diverse e da diversi partiti. Italo Balbo era ritenuto un intruso del partito fascista; i servizi segreti americani operavano già da allora, per cui molti esponenti politici di questo periodo, per non essere ammazzati, dovevano fare il doppio giogo o triplo gioco tra filoamericani, filorussi, filoitaliani o nazionalisti.

Alla marcia su Roma partecipa Emilio De Bono; era un militare dell'esercito nazionale.

Alla marcia su Roma partecipa Cesare De Vecchi; faceva parte del partito fascista.

Alla marcia su Roma partecipa Michele Bianchi; era il segretario del partito fascista nel 1922.

Questi quattro grandi partecipanti, detti quattro quadrumviri, erano guidati idealmente da Dino Grandi, antagonista di Benito Mussolini all'interno del partito fascista.

La marcia su Roma parte da Perugia nella notte tra il 26 ottobre e il 27 ottobre; vi parteciparono circa 30.000 persone; erano persone dirette verso Roma ma non entrarono su Roma.

Il re e il primo ministro erano informati di questa marcia. Il primo Ministro Facta si trovò in disaccordo con il re sulle decisioni da prendere nei confronti dei manifestanti e dovette dare le dimissioni alle ore 11,30 del 28 ottobre 1922. Il re Vittorio Emanuele 3° decise di dare l'incarico del nuovo governo a Benito Mussolini, che si trovava a Milano. In pratica Mussolini in quel momento era l'unico politico in grado di assicurare la pace interna all'Italia ed evitare una disastrosa guerra civile, come avvenne in Spagna dal 1936 al 1939. E', altresì, storicamente erroneo ritenere Mussolini indipendente dagli angloamericani, che erano rimasti su territorio italiano con un numero di soldati sufficiente per ogni evento di cambiamento. Mussolini accetta l'incarico di formare un nuovo governo e di chiedere l'approvazione in parlamento, sia alla Camera dei deputati sia al Senato. Il 16 novembre del 1922 ottiene la fiducia, cioè l'approvazione del suo governo, sia alla Camera e sia al Senato.

Per continuare la storia dal 1922 al 1939 scegliere:

Seconda parte

 

2015

 

prof. Pietro De Paolis

 

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