Seconda rivoluzione industriale

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Storia - Classe 3a della scuola media, secondaria di  1° grado

Quando si parla di rivoluzione industriale si fa riferimento a due rivoluzioni industriali, la prima rivoluzione e la seconda rivoluzione.

La prima rivoluzione si ebbe nel 1800, circa fino al 1850. La seconda rivoluzione industriale va dal 1850 fino al 1914, cioè fino all'inizio della prima guerra mondiale.

Vediamo ora la seconda rivoluzione industriale.

Seconda rivoluzione industriale

La prima rivoluzione riguarda maggiormente il settore tessile, con la introduzione della macchina a vapore, cioè la macchina che sfruttando il carbone, mette in ebollizione l'acqua, che fuoriuscendo da un piccolo tubo, detto ugello, spinge con forza una pala, che fa parte di una macchina detta turbina a vapore. La turbina a vapore viene ancora usata nelle centrali elettriche, per la produzione delle grandi quantità di elettricità.

Nella prima rivoluzione manca la elettricità; la seconda rivoluzione industriale, invece, comprende lo sviluppo industriale dovuto all'utilizzo della elettricità nelle fabbriche, all'utilizzo del petrolio, utilizzo dei prodotti chimici e all'uso di un acciaio migliore, cioè con meno presenza di carbonio e quindi con maggiore resistenza a trazione, compressione ed urto, cose fondamentali per evitare la rottura dei macchinari che ruotano velocemente e sviluppano grandi potenze meccaniche.

Nella seconda rivoluzione si hanno nuove industrie siderurgiche, cioè si creano i primi altiforni per la produzione di un acciaio migliore. Poiché si utilizza il carbone per la fusione del ferro, buona parte del carbone resta nel ferro, con percentuali che superano il 2%. Si chiama ghisa, cioè ferro pesante, ma poco resistente a trazione e ad urto.

Negli altiforni della seconda rivoluzione, si purifica il ferro, riducendo la percentuale di carbonio al di sotto del 2%.

Caratteristica della seconda rivoluzione è la sostituzione del motore a vapore con il motore elettrico. Il motore elettrico è relativamente più pulito in quanto la centrale elettrica che usa il carbone o il gas si trova al di fuori delle città; mentre i fili elettrici portano la elettricità nelle industrie e il motore elettrico si avvia subito con la mano di una sola persona, mediante un interruttore. Mentre il motore a vapore richiede un grande spazio, grande calore, e quindi non è adatto per le piccole potenze industriali, come il motore elettrico, leggero, pulito, versatile.

In questo periodo si produce la dinamo; la dinamo trasforma il movimento in energia elettrica; veniva usata anche nelle biciclette, per accendere una luce mentre si cammina con la bici. Oggi viene usato un alternatore, cioè un piccolo contenitore, con avvolgimenti di rame, che produce corrente alternata. La corrente alternata varia continuamente di segno, cioè si alterna il polo positivo al polo negativo con la frequenza di 50 volte al secondo, cioè 50 Hertz, cioè 50 Hz. In tal modo il filo usato per il trasporto è molto sottile; esso è di rame purissimo ed è, quindi, molto costoso. Riducendo la sezione del filo si risparmia nei costi di distribuzione della elettricità anche se poi si ha maggiore pericolo di infortunio, in quanto si usano elevate tensioni, fino ai 240 Volt attuali.

In questo periodo si distinse in America Tommaso Edison, nel 1878, con la produzione della prima lampada elettrica ad incandescenza; in pratica un filo rimaneva illuminato dentro un contenitore di vetro, senza bruciarsi e far esplodere il vetro, in quanto veniva tolta l'aria, nella lampada. La lampada poi viene usata in città per illuminare le strade e le case, al posto del gas e del petrolio. Edison produsse le prime centrali elettriche ad acqua, cioè idrauliche. Esse usano un potente flusso di acqua che scende dalle montagne dentro un tubo, per far girare velocemente una turbina idraulica, cioè un motore meccanico azionato dal getto di acqua; la turbina mette poi in moto una dinamo, che produce corrente continua. Edison fece questo nel 1882, costruendo un primo sistema di distribuzione di energia elettrica, a corrente continua.

Poi si passò all'uso della corrente alternata, simile a quello che oggi usiamo, con tensione di 240 Volt e frequenza di 50 Hz, mentre in America si usano i 60 Hz.

In campo chimico, medico ed alimentare vi furono grandi progressi; ricordiamo Luigi Pasteur in Francia, in particolare la pastorizzazione degli alimenti.

Con l'industria nasce la fabbrica, cioè un luogo dove uomo e macchine si trovano insieme per la produzione in serie di prodotti; la fabbrica nasce per opera di uno o più imprenditori, cioè persone che raccolgono il denaro e lo investono comprando macchinari ed edificando le opere murarie che proteggono macchine e uomo, cioè i capannoni industriali; l'operaio, invece, si stanca di meno lavorando in fabbrica, piuttosto che nella bottega artigianale, in quanto sfrutta la macchina per i lavori pesanti ed usuranti. Il costo per singolo pezzo prodotto diminuisce in quanto il lavoro svolto dall'operaio si riduce come tempo impiegato per la produzione del singolo pezzo; pezzo che può essere venduto a prezzi più bassi e con maggiore guadagno per l'imprenditore e l'operaio.

Europa nel 1914

La rivoluzione industriale parte dagli Stati uniti di America e richiama un notevole numero di operai europei che lasciano l'Europa e vanno a fare gli operai in America. Nel giro di 50 anni dal 1860 al 1914 la popolazione americana passa da 31 milioni di abitanti a 91 milioni. In questo periodo nascono le multinazionali americane che si specializzano nei vari settori industriali: miniere, produzione del ferro, estrazione del petrolio, costruzioni di ferrovie, ecc. Il patrimonio americano si concentra in mano di queste compagnie industriali; questo potere economico americano coinvolge i singoli re europei, che favoriscono la importazione sia di prodotti finiti sia di nuovi macchinari americani, che vengono importati dall'Europa per le nuove industrie che nascono sia in Inghilterra, Francia, Germania e Spagna ma anche in Italia. 

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Il primo novecento

Il primo novecento è costituito dagli anni che vanno dal 1900 al 1914, anno dell'inizio della prima guerra mondiale. Sono gli anni in cui Guglielmo Marconi sviluppa le onde radio e le comunicazioni senza fili; Marconi era al servizio degli angloamericani, in quanto dovette emigrare all'estero per colpa dei corrotti professori statali della scuola statale di allora, che gli negò il diploma di perito tecnico industriale e del Ministro delle Poste e Telecomunicazioni di allora, onorevole Pietro Lacava, che lo considerò un pazzo. L'Italia è nota per simili errori di strategia politica. Ricordiamo Leonardo da Vinci, alla fine del 1400, il quale per colpa degli inetti fiorentini, i sempre lodati in Italia, cioè i Medici e degli più inetti milanesi dell'epoca, i sempre ideologizzati Sforza, dovette emigrare in Francia, dove da tecnico all'altezza dei tempi gestiva il sistema militare francese, adeguandolo alla tecnologia del tempo.

Senza dimenticare il vecchio Galileo Galilei, nella fine del 1500, anche lui messo in carcere dai tanto osannati papi di allora e di ora, i quali solo nel 1992, cioè dopo 350 dalla morte dello scienziato, riconobbero gli errori commessi da essi papi nei secoli scorsi. La regina Elisabetta2a in Inghilterra, governatore supremo dei protestanti inglesi, detti anglicani,  ha impiegato 59 anni per riconoscere, il 24 dicembre 2013, di aver sbagliato a perseguitare Alan Turing (1912 - 1954 ), pietra miliare dei computer e smartphone di oggi, concedendogli la grazia postuma.

Nei primi anni del 1900 compaiono le prime automobili; si sviluppano le prime reti di telefoni con i fili elettrici; l'industria chimica vede l'ingresso dei prodotti petroliferi.

Si sviluppano in questo periodo sia le ferrovie sia le grandi navi a vapore. Fu costruito il canale di Suez nel 1869, in Egitto; esso evitava alle navi provenienti dalla Cina di girare tutta l'Africa per arrivare in Europa e consentiva alle navi europee di raggiungere più facilmente l'Asia. Nel 1914 fu aperto in America il canale di Panama, che metteva in comunicazione Oceano Atlantico e Oceano Pacifico, evitando i pericolosi mari del Sud America.

Nascono le prime industrie dell'automobile, come la Ford nel 1903 in America; fu ideata la catena di montaggio, cioè un sistema che trasportava i pesanti pezzi che compongono una automobile nei punti stabiliti dello stabilimento, evitando che una massa di operai andasse da una parte all'altra.

Lo sviluppo industriale modificò in senso positivo anche il sistema economico; molti contadini abbandonarono le campagne e andarono a vivere nelle grandi città, sede delle fabbriche industriali, diventando operai ed impiegati.

 

 

2021

 

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prof. Pietro De Paolis

 

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