La rivoluzione francese

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Storia - Classe 3a della scuola media, secondaria di  1° grado

Quando si parla di rivoluzione francese si intende la prima rivoluzione francese avvenuta in Francia negli anni dal 1789 al 1799.

Negli ultimi anni del 1700 si assiste nel globo alla nascita degli Stati Uniti di America. Le tre potenze europee Inghilterra, Francia e Spagna dopo anni di guerra contro i popoli dell'America del Nord, firmano il trattato di pace a Parigi il 3 settembre 1783. Con questo trattato, firmato nella sede dell'ambasciata inglese a Parigi, inizia quel periodo di dominazione americana dell'Europa e del mondo che vedrà la potenza americana alleata sempre con l'Inghilterra, contro il resto del mondo, come ai giorni nostri. Alla firma della trattato di pace è presente anche l'americano Beniamino Flanklin, una figura storica di scienziato, giornalista, editore, che ben rappresenta lo spirito americano di unire il sistema economico di un popolo con il sistema politico e militare di gestione dello stesso popolo.

Con questo trattato, che è un compromesso tra Europa e America, gli americani iniziano a finanziare parte dei francesi, parte degli spagnoli, in modo tale da detenere il potere economico, politico e militare in tutta l'Europa.

A partire dal 3 settembre 1783 la politica francese entra di fatto nell'orbita americana; lo stile americano è quello di creare disordini di piazza e rivoluzioni popolari, in modo che il regnante, nel nostro caso il re Francese Luigi 16°, che impersonava un equilibrio tra Spagna, Francia e Germania, si renda conto che la ricreazione è finita, che il potere non dipende più da lui, e se non lo lascia viene ammazzato dagli americani, come poi avvenne per Luigi 16° il 21 gennaio 1793. Questi moti rivoluzionari francesi, generati ad arte di guerra, causano grandi danni all'intera Europa, e la assoggettano alla influenza americana.

Episodi importanti

In questo periodo il sistema di governo era detto monarchia; nella monarchia il re non viene eletto, ma il potere si tramanda da padre in figlio; in Europa si usava il figlio maschio, mentre per gli inglesi anche le figlie donne avevano ed hanno ancora diritto di successione, alla morte del re padre. Vi erano le classi sociali, divise in tre parti. Nobili, clero, e terzo stato, cioè lo stato del popolo. Il terzo stato era costituito da circa il 98% della popolazione, ed era sottomesso sia ai nobili sia al clero. In Francia il clero erano i sacerdoti e cardinali della chiesa cattolica. A capo del clero vi era il papa di Roma. Il Papa a sua volta era un capo politico che deteneva il potere temporale in Europa per conto della Russia e della Cina, cioè gli emissari di oriente, cioè Asia, chiamati Re Magi nella Bibbia; potere temporale passato attraverso le battaglie di Costantino il Grande, che mise fine al potere greco-romano degli dei Greci, che avevano sede in Grecia, sul Monte Olimpo.

I nobili era i discendenti di Omero, Achille, Agamennone. Divenuti poi Romolo e Remo a Roma. Poi Giulio Cesare, che non riuscì mai a conquistare la Gallia, cioè la Francia. A Cesare seguì poi l'imperatore Augusto. I nobili era i ricchi, che si tramandavano il potere da padre in figlio; detenevano sia tutti i terreni agricoli coltivabili, sia tutto il bestiame. Avevano il diritto di armarsi, di gestire le continue guerre. Il re faceva parte dei nobili, ma non poteva fare a meno del clero. In pratica le due classi sociali, nobili e clero, gestivano l'intero popolo, e ci tenevano a tenerlo sottomesso, evitando in tutti i modi il progresso scientifico e tecnologico, in quanto era destabilizzante. Le nascenti industrie americane e inglesi erano un pericolo sia per il clero sia per i nobili.

Il popolo, invece, vedeva nel progresso industriale una illusione di riscatto.

Esisteva allora un Parlamento, ma sempre dominato da nobili e clero; il parlamento contrastava, quindi, ogni riforma che prevedesse vantaggi per il terzo stato, cioè per il popolo.

Vi era stato in Francia il periodo dell'illuminismo.

Letteratura italiana controllo

Illuminismo

L'illuminismo è una corrente letteraria del 1700. La filosofia illuminista parte dalla ragione e non dalla rivelazione, come la dottrina della chiesa. La ragione è un insieme di pensiero e discorso; cioè si pensa una certa cosa e poi la si espone agli altri mediante un discorso pubblico o la scrittura su di un libro o un giornale. Il discorso, poi, verrà condiviso da alcuni e osteggiato da altri. I contenuti della ragione sono strettamente politici, cioè riguardano il governo di una intera nazione e del mondo intero; la ragione comprende, quindi, sia le nozioni agricole, sia le nozioni industriali, sia le nozioni del commercio, sia le nozioni politiche ed economiche in senso stretto, cioè come governo degli stati e della nazioni. L'uomo comune non si interessa di questi discorsi sulla ragione e sulla politica; i regnanti, cioè coloro che vivono nelle corti, siedono nel parlamento, comandano eserciti e flotte di navi, ovviamente sono coloro che sono interessati dalla ragione, intesa come concezione, discorso politico e poi azione, mediante leggi, provvedimenti conseguenti, cioè guerre e rivoluzioni, come avvenne poi con la rivoluzione francese del 14 luglio del 1789.

L'illuminismo si propone di rendere edotto anche il popolo, e coloro che hanno la volontà di apprendere, sui discorsi politici che si fanno nelle corti e nella politica di una nazione. In tal modo si ha un progresso migliore della società umana. Nacque, quindi, la prima enciclopedia, intesa come una serie di libri scritti su carta e diffusi a tutti coloro che avevano i soldi per comprare questi libri o leggere questi libri, senza tenerli come segreto di Stato. L'Enciclopedia fu stampata in Francia dal 1751 al 1772, in lingua francese, ma fu poi tradotta in altre lingue. L'Enciclopedia era una opera sia tecnica e scientifica, sia letteraria e filosofica, ma soprattutto era politica, cioè nasceva come mezzo di educazione e formazione di tutti, sia del popolo, sia dei nobili, sia del clero.

Situazione economica

Negli anni 1787 e seguenti, le finanze francesi rischiavano la bancarotta. Vi erano grandi tensioni sociali, tra parlamento, clero, nobili e popolo. Furono convocati gli Stati Generali per il giorno 5 maggio del 1789. Gli stati generali non venivano convocati da parecchi secoli. Erano una assemblea che riuniva insieme tutte le forze economiche del paese, sia nobili, sia clero, sia il popolo. I voti erano tre, uno per il clero, uno per i nobili, uno per il terzo stato, sempre in minoranza. Il popolo chiedeva un voto per testa, cioè un voto per ogni partecipante agli stati generali. Clero e nobili erano, ovviamente contrari. Ma i rappresentanti del terzo stato presero iniziative rivoluzionarie, appunto la rivoluzione francese. Proclamarono l'Assemblea Nazionale. Ma il re Luigi XVI, il 20 giugno 1789, fece chiudere l'aula dove si svolgevano gli Stati generali; per cui i rappresentanti del popolo si spostarono in un altra stanza, praticamente la palestra, detta stanza della pallacorda. Qui fecero il giuramento della Pallacorda, cioè firmarono una intesa di non separarsi mai nella riunione, riunione ad oltranza, fino a quando non avrebbero scritto una nuova Costituzione. Intanto molti rappresentanti dei nobili e del clero, passarono a sostenere le parti del terzo stato, nella Assemblea Nazionale.

Vi furono diversi disordini e saccheggi; il popolo protestava contro il re; il 13 luglio 1789 i partecipanti all'Assemblea nazionale organizzarono un piccolo esercito a Parigi, per difendersi dall'esercito del Re, che circondava Parigi e difendeva tutti i capisaldi del regno. Questo piccolo esercito dei ribelli si impossessò di migliaia di fucili e di alcuni cannoni, che stavano a disposizione dei soldati del re in pensione o invalidi di guerra a causa delle ferite delle precedenti guerre. Mancava, tuttavia, la polvere da sparo per i cannoni. La polvere si trovava nella Bastiglia, una fortezza dell'esercito reale, posta all'interno di Parigi. La Bastiglia veniva usata come prigione politica, come deposito di armi e come deposito di oro reale. Il 14 luglio 1789 i difensori della Bastiglia si arresero al piccolo esercito degli insorti. Il piccolo esercito degli insorti prese, quindi, il controllo della Francia, assumendo il nome di Guardia Nazionale.

Nell'agosto del 1789 l'Assemblea nazionale abolì i diritti feudali dei nobili; i beni della chiesa cattolica furono confiscati; gli ordini religiosi monastici, che erano alle dirette dipendenze del Papa di Roma, furono aboliti nel febbraio del 1790. Ai membri del clero venne concessa la possibilità di abbandonare il papa e di continuare a vivere ma come servitori dello Stato e pagati dallo Stato. Alcuni accettarono la proposta dell'Assemblea Nazionale. Molti che si ostinarono a rimanere fedeli al papa, che deteneva la fortezza di Avignone, in Francia, furono uccisi nei giorni del 16 ottobre e 17 ottobre del 1791.

Intanto il re faceva il doppio gioco; da una parte accettava le proposte dell'Assemblea nazionale, approvando le varie leggi e decreti; dall'altra attendeva, invano, un aiuto dalle potenze straniere in particolare un aiuto dal Papa, a cui il re rimase fedele fino alla morte. La Guardia nazionale sorvegliava il re, costringendolo a seguire i dettami dell'Assemblea nazionale.

Il 20 giugno 1791 il re riuscì a fuggire; ma venne poi ricondotto a Parigi il 25 giugno. Il 12 settembre 1791 il re fu costretto ad accettare la nuova Costituzione, che prevedeva poteri limitati per il re, come mero potere esecutivo di leggi approvate dalla Assemblea nazionale, che prese il nome di Assemblea nazionale legislativa, con deputati eletti in base alle loro ricchezze, ma tutti diversi dai nobili del vecchio regime.

Il 13 agosto 1792 il re Luigi XVI fu arrestato per alto tradimento. Il 21 settembre 1792 l'Assemblea nazionale dichiarò che la Francia era una repubblica; quindi non più monarchia ereditaria. Il 5 dicembre fu dichiarato il processo all'ex sovrano; il processo fu svolto alla presenza dei deputati dell'Assemblea nazionale. Il 17 gennaio del 1793 l'Assemblea nazionale votò la pena di morte per Luigi XVI. Il 21 gennaio del 1793 il re fu ghigliottinato e morì. La moglie del re, la regina Maria Antonietta fu ghigliottinata il 16 ottobre del 1793.

Dopo la morte del re francese, le altre monarchie europee formarono una prima coalizione con lo scopo di fare ritornare la monarchia in Francia e mettere fine alla rivoluzione francese. Scoppiò quindi una guerra tra Francia contro tutte le altre nazioni europee. Poi grazie ai successi di Napoleone Bonaparte, la guerra contro la prima coalizione terminò a favore della Francia nell'ottobre del 1797.

 

 

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prof. Pietro De Paolis

 

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