La protesta e la rivoluzione
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La protesta politica viene fatta in molti modi, in base alla situazione della regione e della nazione in cui ci si trova.
Nelle moderne democrazie si fa in modo da lasciare una piccola parte dei partiti politici o dei vari sindacati, ovviamente retribuiti lautamente dal potere politico dominante in un preciso anno, con lo scopo di indirizzare e controllare gli eventuali movimenti di massa, che potrebbero causare la fine del potere politico dominante e la conseguente sostituzione con l'altro potere che fa realmente opposizione.
Distinguere effettivamente la reale opposizione dalla finta opposizione è quasi impossibile, in quanto le classi dominanti sono costituite da famiglie aristocratiche, cioè molto ricche e potenti, che raggiungono delle intese segrete, a volte nemmeno scritte sulla carta, onde conservare il proprio potere politico in un certo territorio.
La finta opposizione esisteva anche al tempo degli antichi romani; i romani antichi eleggevano un tribuno del popolo, cioè un aristocratico che difendeva legalmente i diritti del popolo romano; corrisponde grosso modo ai partiti di opposizione di oggi.
In ogni caso la protesta, sia essa pacifica, sia essa violenta non nasce mai dal popolo, in quanto il popolo è costituito dalle classi più povere di una nazione, tenute povere fino a farle morire di fame, di stenti.
Vi sono poi false notizie economiche, nel senso che qualcuno va dicendo che occorra dare dei soldi anche al popolo con lo scopo di mantenere la produzione di massa, come se fosse il produttore ad avere bisogno dei beni prodotti, e non viceversa.
In realtà se un potere politico dominante, chiude banche, imprese commerciali, ospedali, farmacie, sistemi di distribuzione del gas e della energia elettrica, giornali, televisioni, e tutti i beni di massa, a morire non saranno gli aristocratici, ma lentamente moriranno le classi sociali più deboli, in quanto non avendo i soldi per mangiare e vivere non hanno nemmeno i soldi per comprare le armi, per mettere su imprese e banche concorrenti, cioè i miliardi di euro necessari per una rivoluzione e cambio del potere.
L'ultimo esempio di quanto costi una rivoluzione lo abbiamo avuto negli Stati Uniti d'America nel gennaio 2021, quando il Presidente Donald Trump, tentò inutilmente di rimanere al potere.
Per poter rimanere al potere i soldi necessari a Trump erano miliardi di miliardi. Difficile quantizzare il prodotto mondiale lordo, cioè quanto vale la intera economia mondiale di Cina, Russia, Europa, India, Africa, America.
Per poter rimanere al potere Trump avrebbe dovuto disporre del miliardi equivalenti a oltre la metà delle armi e dei prodotti mondiali.
Infatti, Donald Trump, pur essendo un uomo molto ricco non riuscì a rimanere al potere, e dovette dimettersi da Presidente degli Stati Uniti d'America.
In Italia un esempio recente è stato il Movimento 5 Stelle
Vi è stato un periodo durante il quale le influenze straniere russe e cinesi erano divenute molto forti. I tentativi di cambiare la classe dirigente al potere in Italia nel 2013 erano molto forti.
Il Movimento 5 stelle riuscì, con notevoli sforzi economici, ad influenzare i mezzi di comunicazione di massa, in modo da incanalare tra i suoi attivisti coloro che invece erano propensi ad appoggiare le influenze straniere della Russia e della Cina.
Si è trattato di un tipo di rivoluzione pacifica, ma sempre costata diversi miliardi di euro.
L'esempio classico di rivoluzione pacifica è quello di Ghandi, detto anche Mahatma Ghandi, il venerabile.
Ghandi era un politico indiano, nato in India nel 1869 e morto in India nel 1948.
L'India era in buona parte occupata militarmente nel 1856, da parte dell'esercito e marina della Gran Bretagna, cioè dagli inglesi. Gli inglesi uccidevano con le armi tutti coloro che osavano protestare. Ogni rivoluzione militare veniva soffocata dal potente esercito inglese, ovviamente aiutato dai francesi e dagli americani, cioè il mondo occidentale.
Ghandi apparteva alla casta indiana dei poteri politici di allora; per cui nel 1886, quando aveva 18 anni, fu obbligato a studiare giurisprudenza a Londra, in Inghilterra, se voleva continuare ad esse un politico, come i suoi genitori. Ritornato in India come avvocato, fonda nel 1893 un suo partito politico.
Fino al 1906 Ghandi collabora militarmente con gli inglesi, cioè non è un pacifista, come si dice oggi. Ma il problema della sottomissione al governo inglese non era semplice. Il numero di abitanti era molto elevato, si parla di qualche miliardo di abitanti. Non sarebbero bastati tutti gli eserciti occidentali, per uccidere con le armi o far morire di fame miliardi di persone indiane, sparse sulle montagne e abituate a vivere con poco latte e poco cibo. Dal 1906 in poi Ghandi, ovviamente su suggerimento degli inglesi, inizia una strategia pacifista, cioè non passa a combattere gli inglesi con le armi, in quanto era cosa impossibile, ma inizia a convincere i reali oppositori indiani al governo britannico ad usare mezzi non violenti di protesta. In tal modo Ghandi diventa il capo di un finto partito di opposizione al governo britannico, che allora occupava l'India con i suoi eserciti. Ghandi fomenta scioperi, disobbedienza civile, marce di protesta pacifica. Durante al prima guerra mondiale dovette appoggiare militarmente l'esercito inglese, favorendo l'arruolamento di molti indiani come soldati dell'esercito inglese. Finita nel 1918 la prima guerra mondiale, ritorna pacifista continuando una finta lotta pacifica contro gli inglesi.
L'esercito inglese continua nel dopoguerra ad uccidere tutti gli oppositori armati ed arrestando gli oppositori pacifici, tra cui lo stesso Ghandi, che viene più volte arrestato e liberato ben presto.
Nel 1931 Ghandi firma un patto con gli inglesi; gli inglesi fanno alcune piccole apparenti concessioni agli indiani, mentre Ghandi si impegna a sospendere la finta lotta pacifista contro gli inglesi. Ghandi ritorna a Londra per scrivere insieme agli inglesi una nuova costituzione indiana.
Successivamente nel 1942 Ghandi continua la finta rivoluzione pacifica; Ghandi viene arrestato e poi liberato nel 1944. Nel 1945 alla fine della seconda guerra mondiale Ghandi raggiunge un altro patto con gli inglesi e smette di fare la disobbedienza civile.
L'India nel 1947 viene divisa in due stati, da una parte il Pakistan e dall'altra l'India.
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Pakistan e India nel 2022 |
Il 30 gennaio del 1948 Ghandi viene assassinato con dei colpi di pistola.
2022
prof. Pietro De Paolis
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