Efficienza ed energia
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Efficacia ed efficienza
La parola efficacia indica che si è raggiunto il risultato voluto.
Se intendo spostare un corpo da un punto ad un altro, il lavoro svolto è efficace se realmente il punto si è spostato dal punto A al punto B come voluto, indipendentemente dalla energia consumata e dal tempo impiegato dal corpo per spostarsi.
In generale possiamo dire che l'efficacia è il rapporto tra i risultati raggiunti e i risultati previsti.
Efficienza vuol dire impiegare il minimo di energia e il minimo del tempo. Non esiste un valore di efficienza ben definito, in quanto l'efficienza va valutata in base alla data di valutazione. Per esempio un motore a scoppio, valutato nel 1900, pur perdendo il 40° in riscaldamento poteva considerarsi efficiente in quanto se era di 10 cavalli risparmiava parecchio, in quanto alimentare, addestrare e tenere pronti 10 cavalli, intesi come animali, costava di più di un motore a scoppio conservato in garage, praticamente senza consumare energia e pronto all'uso stabilito in tempi rapidi e certi.
Oggi, nel 2022, un motore che perde il 40% in energia è efficace, nel senso che riesce a trasportare le persone e le cose nei tempi previsti, ma non è efficiente, se paragonato ad un motore elettrico che perde appena un 5% o un 1% di energia, per motori molto grandi.
Efficienza, quindi, vuol dire raggiungere i migliori risultati con il minore consumo di energia possibile.
Efficientamento energetico
Oggi si parla molto di efficientamento energetico, cioè del fatto di usare materiali e macchine che consentano il minore consumo di energia possibile, in base a delle date stabilite, per esempio all'anno 2030 o all'anno 2050.
Efficientamento vuol dire usare tutte le accortezze dovute in modo da impiegare la minore perdita di energia, cioè raggiungere il massimo rendimento energetico.

Rendimento energetico è il rapporto tra energia ottenuta in uscita rispetto alla energia consumata, o meglio, rispetto alla energia messa in ingresso.
Energia perduta è un concetto soggettivo, cioè dipende dall'uso che si può fare; una energia è perduta o persa se non è utile per noi. Per esempio una stufa elettrica, cioè un apparecchio di riscaldamento elettrico ha sempre un rendimento del 100% se non fa uso di un motore che fa rumore; infatti anche l'energia persa di solito si disperde sotto forma di calore, quindi è energia utile se l'ambiente da riscaldare contiene la stufa elettrica.
Invece, il ventilatore elettrico in estate perde il 100% di energia; esso infatti riscalda sia l'aria con il suo movimento e, inoltre, poiché anche esso perde della energia sotto forma di calore, esso è praticamente una stufa che riscalda l'aria, aumentando la temperatura della stanza da raffreddare.
Il lavoro di raffreddamento lo fa il nostro corpo, che trovandosi in un ambiente ventilato aumenta l'evaporazione del sudore e raffredda il nostro corpo.
Questo per dire che efficienza è un concetto soggettivo, cioè dipende dai punti di vista di chi parla.
Normative
Alcune norme sull'efficientamento energetico degli edifici sono le seguenti:
Decreto interministeriale 26 giugno 2015
Adeguamento linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici
ALLEGATO 1(Articolo 3)
LINEE GUIDA NAZIONALI PER L’ATTESTAZIONE DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI
Nel sito del Ministero delle Imprese si trovano altre normative:
2022
prof. Pietro De Paolis
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