Giornali e telegiornali

       data di oggi:
Classe 5a superiore, scuola secondaria di  2° grado

 

Il giornale era un foglio di carta molto grande che conteneva le notizie del giorno. Era detto anche quotidiano, in quanto veniva stampato ogni giorno e conteneva le notizie del giorno precedente.

Il giornale di carta era fondamentale nel secolo scorso, diciamo fino all'anno 2000. Poi internet prese il sopravvento; specie i social, in particolare facebook e twitter, iniziarono a diffondere le notizie in tempo reale, cioè man mano che le cose avvenivano in un qualunque posto del mondo, la notizia usciva in diretta. Inoltre, i motori di ricerca su internet, diffondevano le notizie in tempo reale. per cui il giornale di carta cominciava a diventare un falso, nel senso che diffondeva notizie vecchie di un giorno, che contrastavano spesso le vere notizie del giorno. Quindi molti giornali di carta andarono in perdita, nonostante le notevoli sovvenzioni statali, in quanto erano molto poche le persone che andavano a comprare il giornale di carta nei negozi in cui si vendevano i giornali, che sono chiamate edicole.

 


Letteratura italiana controllo

 

La persona che scrive su di un giornale non è chiamata scrittore ma giornalista.

Il giornalista è maestro del falso.

La prima cosa che dice il giornalista è che esiste la libertà di stampa, che cioè lui, il giornalista, è libero di scrivere quello che pensa.

In realtà la legge sulla stampa richiede tutta una serie di approvazioni preventive da parte del tribunale sul contenuto del giornale. Per cui un giornalista può scrivere solo le cose gradite ai potenti. Qualora un giornalista scrivesse una notizia contraria ad un potente, il potente andrebbe in tribunale a presentare una querela, cioè una richiesta miliardaria in euro, quale risarcimento di una notizia vera diffusa. Quindi, l'editore del giornale, cioè il proprietario che fornisce le ingenti quantità di euro necessari per poter stampare un giornale, controlla parola per parola quanto scritto dal giornalista, per evitare di danneggiare alcuni potenti in grado di adire le vie legali e chiedere, quindi, il risarcimento dei danni.

La scelta delle notizie viene fatta da alcune agenzie di stampa; l'agenzia di stampa diffonde le notizie ai vari giornali ad essa collegati; poi il singolo giornale allunga la notizia, aggiungendo altre informazioni.

Nella televisione si ha l'aggiunta di filmati.

Nel complesso la maggior parte delle notizie sono di pubblicità indiretta. Primeggia la pubblicità di alcuni partiti al governo o quella dei futuri partiti che spendono ingenti quantità di denaro per ottenere il consenso ed andare al governo. Al secondo posto vengono le notizie della case farmaceutiche e della sanità; poiché la sanità italiana non è all'altezza degli altri paesi civili, ogni giorno si diffondono notizie sanitarie per convincere il cittadino che la sanità italiana sia la migliore del mondo.

Poi, dato che circa il 70% dei reati penali resta impunito, seguono al terzo posto le notizie della malavita; cioè continui arresti e condanne, a volte di persone innocenti; ma il tutto serve per attirare l'attenzione del cittadino, infonderli un senso di paura, a cui segue il conforto apparente del successo della giustizia.

Notizie buone non ne danno. A volte danno notizie di scoperte scientifiche inutili, se non dannose; le danno o per giustificare le ingenti risorse che lo Stato spende per la ricerca inutile, oppure perché qualche multinazionale ha intenzione di vendere i prodotti della ricerca fatta nei propri laboratori industriali.

 

 

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prof. Pietro De Paolis


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