La Russia nel 900

       data di oggi:
Classe 5a superiore, scuola secondaria di  2° grado

 

La Russia è una grande nazione indipendente. Essa occupa la parte Nord del continente detto Asia; essa occupa la parte orientale dell'Europa.

 

 

Le nazioni indipendenti nel mondo sono molto poche, diciamo tre o quattro.

La prima nazione indipendente è la Cina; la Cina è autosufficiente e domina le altre nazioni sia vicine sia lontane; ma non è da sola. Al di sopra della Cina, nel senso geografico, cioè a Nord della Cina, si trova la Russia. La Russia è una grande nazione indipendente da millenni. Essa domina l'intero continente dell'Asia. E' padrona del Polo Nord, dell'Oceano Atlantico e dell'oceano Pacifico. La Russia è padrona di buona parte dell'Europa e dell'America del Nord. Per questo motivo gli Stati Uniti di America non hanno mai dichiarato una guerra di occupazione della Russia; invece gli Stati Uniti d'America hanno cercato e cercano anche oggi di occupare la Cina, ma non vi riescono mai, in quanto Russia e Cina insieme rappresentano un territorio immenso occupato da miliardi di persone.

Gli Stati Uniti di America dominano il mondo occidentale, in particolare occupano militarmente con il loro esercito l'intera Europa, tra cui l'Italia.

 

La situazione politica nel 2022 in Europa la troviamo nella seguente cartina geografica.

 

Italia nella situazione politica del 2022

In Asia la situazione politica nel 2022 si trova nella seguente cartina geografica.

La Cina nel 2022

Vediamo ora la situazione storica della Russia nel 900, cioè a partire dal 1900 e a finire nel 2000.

Agli inizi del novecento in Russia vi era la monarchia, cioè un re a capo della intera Russia, il re era chiamato zar, che in russo significa  capo, imperatore, Cesare nel senso di capo assoluto, cioè libero da condizionamenti militari da altre nazioni. Nella monarchia il potere si trasmette da padre in figlio. La famiglia reale era detta dei Romanov, essi era i discendenti dell'imperatore Costantino il grande.

Costantino

In particolare nel 1917 il re, detto zar, era chiamato Nicola 2° o Nicola II.

La prima guerra mondiale è detta anche la grande guerra; essa inizia il 28 luglio del 1914 e termina il giorno 11 novembre del 1918; vede coinvolte molte nazioni, per cui è detta anche guerra mondiale.

Nella prima guerra mondiale negli Stati Uniti d'America il Presidente era  Tommaso Wilson, appartenente al partito democratico. In Inghilterra il re era Giorgio 5°.

In Francia il Presidente della Repubblica era Raimondo Poincaré e Presidente del Consiglio Renato Viviani.

In Germania l'imperatore era Guglielmo 2°.

In Russia l'imperatore, detto zar, era Nicola 2°, sottomesso agli angloamericani e primo ministro era Ivan Goremykin.

In Italia il re era Vittorio Emanuele 3° di Savoia e il Presidente del Consiglio era Giovanni Giolitti.

Gli eventi bellici modificarono la situazione iniziale della guerra; in particolare l'occidente aveva deciso che in Russia finisse la monarchia dello zar e subentrassero altri poteri multinazionali. Il rappresentante occidentale di questi poteri internazionali si chiamava Lenin.

Lenin era un russo, nato in Russia nell'aprile del 1870 e morto in Russia, a Mosca, nel gennaio 1924, alla età di 54 anni. Insieme a lui stavano sia Stalin sia Trockij o Trotsky, che si legge Troschi. Essi erano chiamati bolscevichi. Stalin era nato in Russia nel 1878 e morì in Russia, a Mosca, nel 1953, alla età di 75 anni. Troschi era nato in Ucraina, che allora apparteneva alla Russia, nel 1879 e morì nel 1940 nel Messico, in America centrale, alla età di 61 anni.

Questi tre uomini russi, cioè Lenin, Stalin e Troschi, furono gli artefici della deposizione dello zar Nicola 2°, nel 1917. Essi instaurarono il potere comunista in Russia, mettendo fine alla monarchia dello zar.

Il comunismo ha aspetti diversi in base alle nazioni dove si instaura; in particolare la nazione più comunista del mondo non è né la Russia né la Cina, ma è appunto la nostra Italia.

Ma ora vediamo meglio il comunismo in Russia, nel primo novecento. La Russia rappresenta appunto la prima nazione del mondo in cui i comunisti acquistano o conquistano il potere assoluto. Lo conquistano con guerre e morti, milioni di morti, come in ogni guerra. La guerra si dice civile quando avviene all'interno della stessa nazione.

 


Letteratura italiana controllo

Durante la prima guerra mondiale, nel 1917, Russia e Germania combattevano da parti opposte. In Germania il sovrano Gugliemo 2° decise la fine del conflitto con la Russia appoggiando l'ascesa al potere di Lenin in Russia. Lenin il 16 aprile del 1917, partito dalla Svizzera, attraversata la Germania, raggiunse in treno la capitale della Russia Pietroburgo, detta anche Pietrogrado.

Qui Lenin manifestò il suo potere rivoluzionario comunista. La sua tesi era di dare maggiore potere al partito comunista e alle assemblee locali chiamate soviet. Le varie assemblee locali, diverse dal parlamento centrale, detto Duma, erano costituite da rappresentanti di contadini, operai, borghesi, soldati marinai, cioè l'intero borgo o città o provincia o repubblica. Lenin voleva la nascita del partito comunista nella sola Russia, impedendo in tal modo la nascita del comunismo internazionale voluto da Troschi. Il 25 ottobre del 1917 Lenin convinse il soviet di Pietroburgo a proclamare l'insurrezione armata. Le guardie rosse erano le milizie dei soviet che costrinsero l'esercito reale ad abbandonare le sue posizioni a Pietroburgo. La conquista del potere non fu pacifica, ma diede inizio a una guerra civile russa, durata circa quattro anni, fino al  1923. Nel marzo del 1918 Lenin stipulò il trattato di pace con la Germania. Nel luglio del 1918 lo zar Nicola 2° fu giustiziato, cioè condannato a morte per fucilazione e ucciso. La guerra civile vedeva una parte dei russi, chiamate armate bianche, finanziate da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Italia, che sostenevano il ritorno della monarchia. Mentre dall'altra parte le armate rosse di Lenin, Stalin e Troschi sostenevano il comunismo.

Capitalismo e comunismo

La parola capitalismo indica il fatto economico che consiste nel mettere su una azienda privata che mediante un capitale, cioè una somma di denaro, di fabbricati, di apparecchiature industriali, di operai e di impiegati, produce un bene, cioè un prodotto alimentare, una automobile, un computer, un servizio privato, da vendere a tutti, dietro un corrispettivo in denaro. In opposizione al capitalismo vi è il comunismo. Il comunismo è simile al capitalismo ma si differenzia nel fatto che chi organizza la produzione è il singolo Stato, cioè il governo statale. Nel sistema comunista lo Stato è proprietario di tutti beni esistenti sul territorio. Quindi terreni, edifici, fabbriche, beni alimentari, servizi e ogni altra utilità appartiene allo Stato. Lo Stato organizza la produzione agricola, la produzione industriale, organizza i servizi tipo istruzione e sanità. Teoricamente, nel comunismo, non dovrebbero esistere le classi sociali, cioè il reddito disponibile al singolo cittadino è uguale per tutti; dovrebbero sparire i ricchi e i poveri; i ricchi sarebbero i borghesi, cioè coloro che nel capitalismo hanno la proprietà privata delle industrie e dei servizi; mentre il proletario sarebbe il popolo povero, costituito da operai e impiegati.

In realtà, poiché anche nel sistema comunista vi sono persone che comandano su altre persone, queste persone si arricchiscono anche di beni, di edifici, di industrie, cioè di somme di denaro ingenti. Per cui anche nel sistema comunista il ricco borghese non sparisce, anzi il divario sociale aumenta di fatto, in quanto chi gestisce il potere non ha concorrenti, come nel capitalismo, per cui diventa molto più ricco e più potente di un generico capitalista, del capitalismo puro.

Ovviamente sia a Lenin, sia a Stalin sia a Troschi, il comunismo portava, e portò di fatto, enormi ricchezze personali, ingannando il proletariato e il povero.

La guerra civile in Russia

La guerra civile in Russia fu violenta; Lenin, Stalin e Troschi, presero il potere assoluto in Russia, sconfiggendo sul campo di battaglia gli eserciti dei cittadini capitalisti russi, con milioni di morti e l'impoverimento di tutta la Russia. La guerra civile terminò nel 1923 con la vittoria del comunismo sul capitalismo. Per cui Lenin divenne capo assoluto della Russia, per alcuni anni, fino alla sua morte, avvenuta nel gennaio del 1924.

Alla morte di Lenin il potere assoluto lo prese Stalin; di conseguenza Troschi dovette abbandonare la Russia. Stalin continuò a governare la Russia con il sistema comunista sino alla sua morte, avvenuta nel 1953. Alla morte di Stalin, vi furono alcuni anni di vuoto di potere in Russia. Cruscev o Crusciov nel 1958 divenne di fatto il successore di Stalin. Cruscev è nato in Russia nel 1894 ed è morto a Mosca nel 1971; Cruscev fu il capo fino al 1964. Breznev fu il capo assoluto in Russia dal 1964 al 1982.

Successivamente al 1982 si ebbe di fatto la fine del comunismo assoluto in Russia. Gorbacev ebbe degli incontri con Reagan, Presidente degli Stati Uniti di America nel 1986; Gorbacev  divenne Capo dello Stato in Russia nel 1988. Il giorno 9 novembre del 1989 si ebbe la caduta del muro di Berlino in Germania a cui seguì la riunione pacifica delle due Germanie. Gorbacev  divenne  Presidente dell'Unione Sovietica nel marzo del 1990 e vi rimase fino al dicembre del 1991.

Boris El'cin divenne Presidente della Federazione Russa nel luglio del 1991 e vi rimase fino al dicembre del 1999.

Vladimir Putin divenne Presidente della Federazione Russa nel maggio del 2000 rimanendo fino al maggio 2008.

Dopo 4 anni, Vladimir Putin divenne di nuovo Presidente della Federazione Russa nel maggio del 2012. Nel 2018 Vladimir Putin fu rieletto Presidente della Federazione Russa, per un mandato di sei anni, fino al 2024.

Agricoltura in Russia

Nel sistema comunista russo l'agricoltura era di tipo collettivo, cioè gestita completamente dallo Stato. La parola kolchoz indica appunto una agricoltura di tipo collettivo; il kolchoz era una cooperativa di contadini nel senso che si condividevano terreni agricoli e macchinari agricoli; il raccolto agricolo apparteneva al kolchoz e non al singolo contadino; il contadino veniva pagato in base alle ore di lavoro fatte nel kolchoz. Il singolo contadino poteva anche avere un suo piccolo terreno ad uso privato.

La parola sovchoz indica una azienda agricola statale nella quale i contadini lavoravano la terra come dei dipendenti pubblici; i frutti della terra rimanevano statali e il contadino riceveva una paga in base al lavoro svolto.

Questo sistema agricolo durò dal 1918 fino al 1990, quando si ebbe la fine del sistema comunista ideato da Lenin e l'agricoltura ritornò di tipo privato.


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prof. Pietro De Paolis


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